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8 aprile 2015 Pèsach
Momenti di Musàr
I motivi delle mitzvòt – Sefirat haOmerMercoledì
Il popolo d’Israele non cerca motivi logici per compiere le
mitzvòt; il fatto che Dio ce le abbia comandate costituisce un
motivo sufficiente per compiere una mitzvà con entusiasmo.
Se, nonostante ciò, i Maestri ci spiegano i motivi alla base
del compimento di una mitzvà, comprendere tali motivi, per
quanto ne siamo in grado, date le nostre limitate capacità, è
una mitzvà in se stessa: si tratta di capire ciò che può essere
capito. Così come bisogna servire Dio con il cuore, allo stesso
modo anche le altre facoltà e l’intelligenza dell’uomo devono
servirLo al meglio delle loro capacità. In quanto alle mitzvòt
per cui i Maestri non hanno ritenuto opportuno offrire
spiegazioni, è sufficiente che l’uomo comprenda che esse, così
come tutte le altre, sono una manifestazione della volontà
e della saggezza di Dio, e sono al di là della comprensione
umana. Riconoscerlo è la forma suprema di impegno al servizio
40 di Dio. Quando i Maestri ci spiegano le ragioni delle mitzvòt,
lo fanno a beneficio di tutti, compresi coloro che si sentiranno
incoraggiati e motivati dall’avere un motivo, la cui volontà ne
risulterà rafforzata. Per la mitzvà del conteggio dell’òmer sono
stati spiegati molti motivi. Nel suo commento alla Haggadà,
alla fine del trattato di Pesachìm, Rabbènu Nissìm scrive:
Quando Moshè disse a Israèl mentre si trovavano ancora in
Egitto:”Voi adorerete Dio”, gli chiesero:”Quando sarà?” Egli
rispose:”Al termine di cinquanta giorni”. Ognuno di loro iniziò
a contare per sé e, in base a questo, i Maestri prescrissero il
conteggio dell’òmer. Oggi, non possiamo svolgere il servizio
divino nel Bet Hamikdàsh, e non possiamo più offrire l’òmer
a Pèsach, né le primizie a Shavu’òt. Il solo modo che abbiamo
per svolgere il servizio di Dio è prendere su di noi il giogo della
Torà.
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