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9 aprile 2015 Pèsach
Momenti di Musàr
“Chad Gadià – Un capretto, un capretto”
“Non berrete vino o liquore” (Vaiqrà 10, 9).
Rabbi Ya’acov di Lizza, autore del commentario allo SchulchanGiovedì
Aruch intitolato “Chavat Da’at”, vide una volta uno Schochet
della sua città che stava bevendo diversi bicchieri di grappa
per riscaldarsi dal freddo intenso dell’inverno, per poi andare a
macellare gli animali.
Il rabbino rimproverò lo Schochet ricordandogli come sia
proibito macellare animali dopo aver bevuto alcolici, il quale,
però, si rifiutò di dare ascolto ai consigli dello Tzaddiq.
Disse lui Rabbi Ya’acov sorridendo: “Finalmente ho capito
42 qual’è il senso del famoso canto che intoniamo alla fine del
Seder di Pesach “Chad Gadià – Un capretto, un capretto”: la
gatta, il cane, il bastone ed il bove vengono puniti in quanto
hanno cagionato danni al proprio prossimo. Ma perché lo
Schochet viene anch’esso punito, pur avendo compiuto la
mitzvà di effettuare la macellazione rituale degli animali? Egli
ha macellato dopo aver bevuto i quattro bicchieri di vino, ed è
per questo che viene punito…”.