Page 18 - TORà E HAFTARòT CARTONATO con Audio
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La Torà
                                               Presentazione              e le haftaròt con Rashi     XVI





            Nel quarto libro della Torà, Bemidbàr (Numeri), si trovano invece soprattutto episodi di vita
            vissuta, nei quali l’accento è posto decisamente sul tema della responsabilità umana verso il
            prossimo, la collettività e le istituzioni. È questo il senso complessivo delle varie “ribellioni”
            che fanno da leit-motiv al testo, incentrate sulla colpa della maldicenza, trasgressione sociale
            per eccellenza.
            Infine il quinto libro, Devarìm (Deuteronomio), è incentrato sugli ultimi discorsi di Mosè al
            popolo nelle piane di Moàv, prima di morire. Vi troviamo una matura impostazione “filoso-
            fica”: vi sono approfonditi con grande chiarezza i temi della giustizia, del libero arbitrio, del
            pentimento, di bene e di male. Per la prima volta l’uomo riflette su se stesso. Il popolo d’Israele
            viene visto nella prospettiva di una nazione ormai insediata nella propria terra con i suoi re, i
            suoi sacerdoti e i suoi tribunali. Al termine del quinto libro il Signore rinnova il patto del Sinai
            introducendo un concetto nuovo: quello della responsabilità collettiva per cui «tutti gli Ebrei
            sono garanti l’uno per l’altro» (Rashi a Devarìm 30, 28). Il popolo ebraico è ormai maturo per
            prendere possesso della Terra Promessa. I cinque libri segnano altrettanti passi del cammino
            verso la progressiva responsabilizzazione dell’uomo. Questi cinque momenti accompagnano
            la maturazione della più nobile delle creature verso il delicato compito che fin dall’inizio le è
            stato affidato: quello di essere collaboratrice dell’Eterno nel portare avanti quotidianamente la
            meravigliosa opera della Creazione da Lui intrapresa.


            «Ogni  generazione  ha  i  suoi  uomini  del  Libro»  recita  un  vecchio  proverbio  rabbinico.  La
            Torà  è  forse  il  libro  più  tradotto  nell’arco  dei  secoli.  Che  senso  ha  aggiungere  un’opera
            ulteriore  alla  già  abbondante  letteratura  di  questo  filone?  La  risposta  è  ancora  nelle  paro-
            le dei nostri Maestri: «Siano le parole della Torà sempre nuove per te come se l’Eterno le
            avesse rivelate oggi» (Rashi a Shemòt 19, 1). Ogni generazione ha l’aspirazione di leggere
            la Torà nel linguaggio a essa meglio accessibile. Il presente lavoro, tradotto in italiano dal
            dott. Moise Levy, risponde appieno a questa aspettativa dei nostri contemporanei. La nuova
            traduzione  si  presenta  in  una  lingua  italiana  fresca  e  aggiornata  ai  tempi  nostri,  corredata
            da  annotazioni  riassuntive  a  margine  di  ogni  paragrafo.  Essa  è  dedicata  al  compianto  rav
            Dario  Disegni,  mio  predecessore  nella  cattedra  rabbinica  della  Comunità  di  Torino  e  alla
            direzione della Scuola Rabbinica che ora reca il suo nome, di cui il dottor Moise Levy ha
            avuto  il  merito  di  essere  allievo.  Quarant’anni  fa,  rav  Disegni  curò  a  sua  volta  una  ver-
            sione  italiana  di  tutto  il  Tanàkh  (Bibbia  Ebraica)  tuttora  ricercata  e  ristampata  di  recente.
            Ma la nuova generazione ha le sue proprie attese. Oggi in Italia l’interesse per la Torà è in rapi-
            da crescita. Si desidera non solo arrivare a una traduzione del testo ebraico, che sia a un tempo
            fedele e discorsiva, ma anche conoscere le interpretazioni tradizionali e gli insegnamenti che la
            Torà Orale attribuisce a ogni versetto della Torà Scritta. Per la prima volta in assoluto un’edi-
            zione italiana della Torà è corredata dal testo ebraico completo di Rashi in alfabeto quadrato,
            in modo che sia accessibile anche a coloro che non hanno familiarità con la particolare grafia
            adottata da secoli per questo commento nelle Bibbie Rabbiniche. Nella traduzione italiana sono
            scritte in neretto tutte le parole della Torà che Rashi prende in considerazione, mentre all’il-
            lustrazione di alcuni concetti più complessi è dedicato un breve glossario in fondo al volume.
            Sempre all’interpretazione di Rashi si è fatto in genere riferimento nel rendere in italiano i passi
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