Page 10 - libretto Rashi nella Traduzione TASCABILE
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Rashi nella traduzione    XVI
                                                      Presentazione              della Torà e delle Haftaròt





                   Nel quarto libro della Torà, Bemidbàr (Numeri), si trovano invece soprattutto episodi di vita
                   vissuta, nei quali l’accento è posto decisamente sul tema della responsabilità umana verso il
                   prossimo, la collettività e le istituzioni. È questo il senso complessivo delle varie “ribellioni”
                   che fanno da leit-motiv al testo, incentrate sulla colpa della maldicenza, trasgressione sociale
                   per eccellenza.
                   Infine il quinto libro, Devarìm (Deuteronomio), è incentrato sugli ultimi discorsi di Mosè al
                   popolo nelle piane di Moàv, prima di morire. Vi troviamo una matura impostazione “filoso-
                   fica”: vi sono approfonditi con grande chiarezza i temi della giustizia, del libero arbitrio, del
                   pentimento, di bene e di male. Per la prima volta l’uomo riflette su se stesso. Il popolo d’Israele
                   viene visto nella prospettiva di una nazione ormai insediata nella propria terra con i suoi re, i
                   suoi sacerdoti e i suoi tribunali. Al termine del quinto libro il Signore rinnova il patto del Sinài
                   introducendo un concetto nuovo: quello della responsabilità collettiva per cui «tutti gli Ebrei
                   sono garanti l’uno per l’altro» (Rashi a Devarìm 30, 28). Il popolo ebraico è ormai maturo per
                   prendere possesso della Terra Promessa. I cinque libri segnano altrettanti passi del cammino
                   verso la progressiva responsabilizzazione dell’uomo. Questi cinque momenti accompagnano
                   la maturazione della più nobile delle creature verso il delicato compito che fin dall’inizio le è
                   stato affidato: quello di essere collaboratrice dell’Eterno nel portare avanti quotidianamente la
                   meravigliosa opera della Creazione da Lui intrapresa.

                   «Ogni generazione ha i suoi uomini del Libro» recita un vecchio proverbio rabbinico.
                   La Torà è forse il libro più tradotto nell’arco dei secoli. Che senso ha aggiungere un’ope-
                   ra ulteriore alla già abbondante letteratura di questo filone? La risposta è ancora nelle pa-
                   role dei nostri Maestri: «Siano le parole della Torà sempre nuove per te come se l’Eterno
                   le avesse rivelate oggi» (Rashi a Shemòt 19, 1). Ogni generazione ha l’aspirazione di leg-
                   gere la Torà nel linguaggio a essa meglio accessibile. Il presente lavoro, tradotto in italia-
                   no dal dott. Moise Levy, risponde appieno a questa aspettativa dei nostri contemporanei. La
                   nuova traduzione si presenta in una lingua italiana fresca e aggiornata ai tempi nostri, cor-
                   redata da annotazioni riassuntive a margine di ogni paragrafo. Essa è dedicata al compian-
                   to rav Dario Disegni, mio predecessore nella cattedra rabbinica della Comunità di Torino e
                   alla direzione della Scuola Rabbinica che ora reca il suo nome, di cui il dottor Moise Levy
                   ha avuto il merito di essere allievo. Quarant’anni fa, rav Disegni curò a sua volta una ver-
                   sione italiana di tutto il  Tanàkh  (Bibbia Ebraica) tuttora ricercata e ristampata di recente.
                   Ma la nuova generazione ha le sue proprie attese. Oggi in Italia l’interesse per la Torà è in rapi-
                   da crescita. Si desidera non solo arrivare a una traduzione del testo ebraico, che sia a un tempo
                   fedele e discorsiva, ma anche conoscere le interpretazioni tradizionali e gli insegnamenti che la
                   Torà Orale attribuisce a ogni versetto della Torà Scritta. Per la prima volta in assoluto un’edi-
                   zione italiana della Torà è corredata dal testo ebraico completo di Rashi in alfabeto quadrato,
                   in modo che sia accessibile anche a coloro che non hanno familiarità con la particolare grafia
                   adottata da secoli per questo commento nelle Bibbie Rabbiniche. Nella traduzione italiana sono
                   scritte in neretto tutte le parole della Torà che Rashi prende in considerazione, mentre all’il-
                   lustrazione di alcuni concetti più complessi è dedicato un breve glossario in fondo al volume.
                   Sempre all’interpretazione di Rashi si è fatto in genere riferimento nel rendere in italiano i passi
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