Page 11 - libretto Rashi nella Traduzione TASCABILE
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Rashi nella traduzione
                  XVII
                      della Torà e delle Haftaròt      Presentazione





                    più complessi o quelli più oscuri. Le fonti delle 613 mitzvòt sono sempre segnalate con un sim-
                    bolo e il numero progressivo di comparsa accanto al versetto relativo, mentre una particolare
                    convenzione grafica è stata adottata per aiutare nel canto chi si prepara a leggere la parashà
                    al Bet ha-Kenèsset.
                    Rispetto a edizioni precedenti, questa presenta un’ulteriore caratteristica che la rende particolar-
                    mente adatto all’uso sinagogale: indica puntualmente non solo la suddivisione delle chiamate di
                    ogni parashà secondo i diversi riti, ma segnala anche le scansioni di versetti che rendono possibili
                    fermate supplementari per le occasioni in cui ciò si renda necessario. Una particolare cura è
                    stata dedicata alle Haftaròt dei Sabati, digiuni e ricorrenze di tutto l’anno, per cui viene ripor-
                    tata ogni variante anche minima non solo rispetto ai tre minhaghìm~riti principali (ashkenazi-
                    ta, sefardita e italiano), ma anche agli usi invalsi nelle principali comunità italiane, che talora
                    possono essere diversi.
                    Shimshon Refael Hirsch, il grande rabbino tedesco dell’Ottocento, così commentava il verset-
                    to «poiché [tramite] la Torà [dimostrerete] la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi
                    dei popoli» (Devarìm 4, 6): «Israele è divenuto una nazione solo per mezzo della Torà e nella
                    Torà ha il suo scopo… Per questa ragione la Torà fu concepita, in sostanza e in forma, in modo
                    tale che possa, e in definitiva debba, richiedere la totale e costante devozione di un’intera na-
                    zione, di tutte le sue generazioni, con tutti i loro pensieri ed emozioni, tutte le loro aspirazioni e
                    azioni, fino a oggi… Non ti guadagnerai mai vero rispetto del mondo fintanto che relegherai la
                    Torà in un angolo dimenticato, finché non darai allo spirito della Torà un posto al centro della
                    casa… È solo la Torà ad averti dato il tuo posto nella storia delle nazioni e soltanto coltivan-
                    dola potrai forgiare delle personalità degne di rispetto. Null’altro ti varrà tolleranza alcuna al
                    mondo» (Collected Writings, Vol. VI).

                    rav dott. Alberto Moshe Somekh
                    Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Torino
                    Direttore della Scuola Rabbinica Margulies-Disegni di Torino

                    Torino, febbraio 2004
                            Adàr 5764
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