Page 88 - TORà E HAFTARòT CARTONATO con Audio
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La Torà
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e le haftar òt con Rashi 1210
e le haftaròt con Rashi
I NUMERI DELLA TORÀ
a Torà è un libro eterno e non modificabile. Spesso si sente dire che è “vecchio” e, come
L tale, non adatto ai nostri tempi.
Non pochi sono quelli che nella storia hanno tentano di “modernizzarlo” forzandone la tra-
duzione per renderlo più attuale e in linea con i tempi e la società corrente. C’è persino chi
ha caldeggiato una nuova edizione che soppianterebbe il testo originale, completandone le
presunte lacune.
Sul fatto che la Torà non sia un testo “fresco di stampa” siamo tutti d’accordo, ma dirò di più.
Questo libro è il più antico in assoluto, essendo precedente alla Creazione del mondo.
La Torà è sicuramente opera del Signore stesso e quindi, proprio per questo, non può essere in
alcun caso soggetta alla dimensione “tempo” che è, essa stessa, una “creazione”.
In pratica l’uomo, che è un essere materiale, fatto di terra, è stato inserito assieme alla
“Creazione” in una griglia temporale dentro la quale deve muoversi, ma nulla toglie che il
messaggio della Torà sia e rimanga per sempre infinito, eterno.
Il problema è il seguente: come supportare una tesi del genere, visto che i vocaboli della Torà,
le forme lessicali e verbali e il contenuto stesso della narrazione sono riferiti a tempi remoti,
non facilmente documentabili e, in ogni caso, soggetti a facili contestazioni da parte di chi è
poco credente?
Ebbene, a questo proposito mi sembra il caso ricordare che i nostri Maestri dicono che il
mondo in cui viviamo è solo un insieme di meshalìm~allusioni. Assume quindi un significato
particolare il fatto che, mai come nella società attuale, osserviamo un’accelerazione vorticosa
dello sviluppo tecnologico e tutto ciò che ci circonda si stia trasformando in una realtà sempre
più digitale. Questa osservazione è quella che, a ben pensare, ci fornisce le prove dell’eternità
del messaggio divino contenuto nella Torà.
Facciamo un piccolo passo indietro: sono trascorsi solo pochi decenni da quando, con i primi
computer, abbiamo iniziato a vedere realizzazioni digitali, che ci hanno introdotto nella dimen-
sione “numerica” di ciò che ci circonda.
Tutti i computer, dai più piccoli a quelli che gestiscono i Big Data, hanno alla base una sequen-
za numerica, che si contrappone in modo evidente a tutta la realtà analogica cui siamo stati
abituati per secoli.
Dove sono finite le vecchie fotografie su pellicola, i film sulle bobine di celluloide, i registra-
tori a nastro, i dischi in vinile? I giovani di oggi non li hanno neppure conosciuti e ora TUTTO
il mondo è digitale o riconducibile e analizzabile in chiave digitale. Questa “rivoluzione” si
evidenzia soprattutto nel fatto che ciò che è digitale è praticamente analizzabile in profondità
(vedi le moderne tecniche di indagine radiologica), è indifferente al passare del tempo, non
essendo legato ad alcun supporto deperibile e, essendo costituito da una serie numerica, la me-
desima realtà analizzata potrà, di volta in volta apparire sotto forma di immagine fotografica,
di suono, di colore e, con la ricostruzione tridimensionale, anche di forma.
Torniamo allo studio di questo Libro. Tutti dovremmo sapere che la Torà è interpretabile sotto

