Page 15 - PRESENTAZIONE SUL SITO RASHI NELLA QR con audio
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Rashi nella traduzione
             XIII
                 della Torà e delle Haftaròt  Introduzione e presentazione



                                      Presentazione



















              D      alla birkàt hatorà~benedizione sulla Torà che è necessario recitare ogni mattina

                     prima di iniziare le preghiere e lo studio della Torà: Per favore, rendi piacevoli
                     e unisci Signore nostro Dio, le parole della Tua Torà nella nostra bocca e nelle
              bocche del Tuo popolo Israele. Fa’ che noi, i nostri figli e i figli di nostri figli possiamo
              portare sempre rispetto del Tuo nome.

              1. La libertà dall’Egitto e il Sinài
              Scrivo queste poche righe di prefazione e accompagnamento alla nuova importante opera
              del caro amico dottor Moise Levy qualche giorno prima della festa di Pésakh.
              Dopo l’uscita dall’Egitto, il popolo ebraico raggiunse il monte Sinài per ascoltare la parola
              di Dio e ricevere la Torà per la quale, e grazie alla quale, Israele vive, gioisce e soffre
              da migliaia d’anni. La promessa fatta a Mosè: «Quando farai uscire il popolo dall’Egitto
              servirete il Signore su questo monte» (Shemòt 3, 12) si è dunque avverata e continua a
              rinnovarsi anno dopo anno.
              Non è certo mia intenzione soffermarmi qui sul senso della Torà e neppure addentrarmi
              approfonditamente sul rapporto tra il popolo ebraico e la Torà; desidero tuttavia spendere
              qualche parola sull’importanza dello studio del Testo ovvero sul precetto che i Maestri
              hanno definito essere kenéghed cullàm~che racchiude in sé tutti i precetti. Lo farò partendo
              da una norma apparentemente priva di significati reconditi, dall’obbligo quasi ovvio di
              recitare tutti i giorni una breve benedizione con la quale ogni ebreo, maschio o femmina,
              ringrazia Dio per avergli donato la Torà e dichiara il proprio intento ad apprendere i dettami
              in essa contenuti. Questa benedizione prende il nome di birkàt hatorà~benedizione della
              Torà.

              2. Una benedizione che genera esilio e distruzione
              Il  Rabbino  Yaakòv  ben  Asher  (1270-1340)  nella  sua  opera  di  normativa  Tur,  apre  le
              regole relative alla birkàt hatorà dicendo: «Si presti molta attenzione alla recitazione di
              questa benedizione». Il motivo della particolare cura e concentrazione con cui si devono
              pronunciare le parole che compongono la breve preghiera in questione sono spiegate dallo
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