13 Egli lo trasportò [letteralmente: lo fece montare] sulle alture della terra ed [esso] mangiò i prodotti del campo. Gli fece succhiare miele dalla roccia e olio dalle rocce più dure; 14 crema [di latte] dei bovini e latte degli ovini, insieme con il grasso degli agnelli, dei montoni originari di Bashàn e dei capri; pingue frumento e berrai ottimo vino rosso [letteralmente: sangue] di uva. 15 Yeshurùn divenne grasso e si ribellò – ti sei appesantito, ingrossato e ricoperto di grasso – e [Israele] dimenticò il Signore che l’aveva creato e offeso la Roccia della sua salvezza. 16 Essi provocarono la Sua vendetta tramite [divinità] straniere, lo irritarono con [azioni] abominevoli. 17 Essi fecero sacrifici a demoni, che nulla hanno di divino, a divinità che non conoscevano, novità pervenute da poco, per le quali i vostri padri non avevano avuto timore. 18 Hai dimenticato la Roccia che ti ha generato e hai abbandonato il Signore che ti ha procreato [traendoti dal grembo materno].
| Sefer Devarìm |
| vv. 32, 13 - 32, 18 |
Voce di Moise Levy |
“...scorra [il mio insegnamento]come la pioggia …” (Devarìm 32, 2). I Maestri ci insegnano che la pioggia fa germogliare solo dove il terreno è stato preparato adeguatamente, un terreno arato e seminato. Mentre in un terreno lasciato incolto la sua terra s’indurisce e non ne trova un gran beneficio. Tanto più la Torà che non influenza se non quelle persone che hanno già in loro qualcosa. Cioè che hanno lavorato su loro stessi. Poichè in colui che ha un cuore vuoto ci può essere un danno, così come ci insegnano i nostri Maestri: “Ha meritato diviene per lui una medicina che lo fa vivere. Non ha meritato diviene per lui un veleno di morte”.
| Tallit e Tefillin: | 5.31 |
| Hanetz HaChama: | 6.52 |
| Termine lettura Shema: | 9.07 |
| Mincha Ghedola: | 13.52 |
| Tramonto: | 19.49 |
| Tre stelle: | 20.25 |
| Scansione mensile: | |
| salmo 119, 97 - 119, 176 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 131, 10 |
| Non si recita Avìnu Malkènu a Minchà della vigilia di Kippùr |
POSITIVA 96 Impurità rituale riguardante la carcassa di animali
E quando morrà un animale… chi toccherà il suo corpo sarà impuro fino a sera
(Vaikrà 11, 39) [161].