21 E se [quel tale] è povero e non ha mezzi adeguati, allora prenderà un agnello come ashàm per la tenufà, per chiedere espiazione per lui, un decimo [di efà] di fior di farina impastata con olio, come minkhà, un log di olio 22 e due tortore oppure due giovani piccioni, secondo i suoi mezzi: uno sarà per il sacrificio khattàt e uno per l’olà. 23 L’ottavo giorno della propria purificazione egli li porterà al sacerdote, all’entrata della tenda del convegno, dinanzi all’Eterno. 24 Il sacerdote prenderà l’agnello dell’ashàm e il log di olio; [poi] il sacerdote li agiterà come tenufà dinanzi all’Eterno; 25 egli [l’offerente] scannerà l’agnello dell’ashàm e il sacerdote prenderà parte del sangue dell’ashàm e [lo] metterà sulla cartilagine del lobo dell’orecchio destro della persona da purificare, sul pollice della sua mano destra e sull’alluce del suo piede destro. 26 Il sacerdote verserà parte dell’olio sulla palma [della mano] sinistra del sacerdote; 27 il sacerdote spruzzerà sette volte con il suo dito destro parte dell’olio che è sulla sua palma sinistra in direzione dell’Eterno. 28 Il sacerdote porrà parte dell’olio che è sulla sua palma [della mano] sulla cartilagine del lobo dell’orecchio destro della persona da purificare, sul pollice della sua mano destra e sull’alluce del suo piede destro sopra al punto in cui si trova il sangue dell’ashàm; 29 ciò che rimane dell’olio che è sulla palma [della mano] del sacerdote [lo] porrà sulla testa della persona da purificare, per chiedere espiazione per lui dinanzi all’Eterno. 30 E farà [offerta di] una delle tortore o dei giovani piccioni, secondo i suoi mezzi; 31 ciò che [può offrire] secondo i suoi mezzi, [lo offrirà] uno come khattàt e uno come olà oltre alla minkhà. Il sacerdote chiederà espiazione dinanzi all’Eterno per la persona da purificare. 32 Questa è la legge per chiunque abbia la lesione della tzaràat, i cui mezzi non siano adeguati per la sua purificazione».
| Sefer Vaikrà |
| vv. 14, 21 - 14, 32 |
Voce di Moise Levy |
“Questa è la Torà (norma) riguardo al colpito dalla tzar’at, nel giorno della sua purificazione… Ed il Cohem uscirà dall’accampamento e vedrà se il malato di tzar’at sia guarito dalla tzar’at.” (Vaikrà 14, 2 - 3). Il grande Kabbalista italiano Rabbì Moshè David Valle, conosciuto con il suo acronimo come Ramdù, spiega che questo verso indica quanto siano cari i figli d’Israele al Signore. Per mezzo del Cohen, il Signore fa uscire il Suo Chesed - la Sua Misericordia dalla parte più intima dell’accampamento d’Israele, il Mishkan - Tabernacolo, per portarlo nella parte più esterna, visitare ed andare a trovare una scintilla d’Israele, che si è resa impura, ed occuparsi della sua purificazione. E’ questo un insegnamento quanto mai attuale. Tutti noi dovremmo saper dimostrare questo “Chesed”, da ricercare e aiutare quelle “scintille” che necessitano, ed aspettano di essere riportate all’interno dei nostri accampamenti.
| Tallit e Tefillin: | 5.12 |
| Hanetz HaChama: | 6.37 |
| Termine lettura Shema: | 8.58 |
| Mincha Ghedola: | 13.57 |
| Tramonto: | 20.10 |
| Tre stelle: | 20.48 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 140 - 144 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 80, 1 |
| Leggere di Shabbàt al lume di candela |
NEGATIVA 355 Divieto di unirsi a una donna se non dopo il matrimonio; nessuna donna deve avere rapporti al di fuori del matrimonio
Non vi sarà nessuna donna dal comportamento indecoroso tra le figlie di Israele
(Devarìm 23, 18) [570].