La Torà del giorno: Sheminì (4)

12 Mosè parlò ad Aronne, a Eleazàr e a Itamàr, i suoi figli superstiti: «Prendete la minkhà che rimane delle [offerte] col fuoco all’Eterno e mangiatene senza lievito accanto all’altare perché è cosa santissima. 13 Ne mangerete in un luogo sacro in quanto, dei sacrifici col fuoco all’Eterno, questo è ciò che spetta di diritto a te e ai tuoi figli [maschi] perché così mi è stato comandato. 14 Quanto al petto della tenufà [del sacrificio shelamìm collettivo] e alla coscia della terumà, tu, i tuoi figli e con te le tue figlie li mangerete in un luogo puro perché, dei sacrifici shelamìm dei figli d’Israele, queste parti sono destinate di diritto a te e ai tuoi figli. 15 Metteranno la coscia della terumà e il petto della tenufà sopra le parti grasse [delle offerte] col fuoco per eseguire [con esse] la tenufà dinanzi all’Eterno; [quanto sopra] sarà per te e per i tuoi figli una norma perenne, così come l’Eterno ha comandato».

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 10, 12 - 10, 15

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

Lottavo giorno avvenne che Moshè chiamò Aharòn ed i suoi figli e gli anziani dIsraele....(Vaikrà 9, 1). Questa Parashà prende il nome di Sheminì – ottavo, proprio perché descrive gli avvenimenti dell’ottavo giorno dell’inaugurazione del Mishkan – Tabernacolo. Questo giorno era il capo mese di Nissan, dal secondo anno dall’uscita dall’Egitto. E da quel momento la Shechinà – presenza Divina, risiedette in mezzo al popolo d’Israele. I Maestri hanno detto nel Talmud (Meghilla 6b): in quello stesso giorno in cui fu eretto il Mishkan – Tabernacolo vi fu grande gioia dinnanzi al Signore come il giorno in cui fu creato il cielo e la terra. Cosi come è scritto in questo verso: Vahi bayiom ha - sheminì – e l’ottavo giorno avvenne.. è scritto con lo stesso termine Vahi in Bereshìt – Genesi: Vahi erev vahi boker – e fu sera e fu mattino.

Devar Torà

E Moshè disse ad Ahàron: Avvicinati allaltare (Vaikrà 9, 7). Su questo verso della Torà ci fa notare il grande commentatore Rabbì Shlomò Itzhaki, conosciuto con il suo acronimo Rashì, che Ahàron era un uomo timido e riservato ed aveva timore di avvicinarsi. Allora Moshè gli domandò: “Di cosa ti vergogni, per questo tu sei stato scelto?” Rabbi Moshè Chayim di Sadilkow a nome di suo nonno Rabbì Israel Baal Shem Tov ci spiega questo Midràsh. Moshè dice a suo fratello Ahàron in questo verso: “Proprio per queste tue qualità, quella di esser timido, umile, timoroso di Dio, e creder di non esser adatto a questo compito, che sei stato scelto ed innalzato ad un incarico così elevato”. Poiché è scritto: Il sacrificio gradito al Signore è unanima pentita (Salmi 51, 19). Ciò ad insegnarci che proprio l’animo umile e timoroso è quello che innalza l’uomo.

Mercoledì 14 Nisan 5786 - 1 Aprile 2026
Tallit e Tefillin: 5.44
Hanetz HaChama: 7.04
Termine lettura Shema: 9.17
Mincha Ghedola: 13.59
Accensione delle candele: 19.33
Fine Shabbat o Yom Tov: Sabato 4-4-2026 alle 20.36
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 72 - 76

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AUDIO
Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 119, 9
Hallèl, Shìr HaShirìm e lettura dello Shemà prima di coricarsi 

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Le Mitzvot del giorno

POSITIVA 169 Prendere le “quattro specie” (palma, cedro, mirto e salice) nel primo giorno di Sukkòt

E prenderete per voi nel primo giorno (di Sukkòt) un frutto di bell’aspetto, rami di palme e rami dell’albero del mirto e rami di salice

(Vaikrà 23, 40) [324].