5 Quando un uomo prenderà una nuova moglie [581] non dovrà andare nell’esercito e sarà libero da qualsiasi impegno relativo a esso. [582] Per un anno deve rimanere libero per la sua famiglia e renderà lieta la moglie che ha sposato. 6 [583] Non si devono prendere a garanzia [di un prestito] né la pietra inferiore [della macina] né quella superiore perché [con esse] si prende a garanzia la vita [stessa del debitore].
7 Se viene scoperto un uomo che ha rapito uno qualsiasi dei figli di Israele in mezzo ai suoi fratelli e se ne è servito come uno schiavo o l’ha venduto, quel rapitore dovrà morire e così estirperai il male di mezzo a te.
8 [584] In caso di tzaràat ponete attenzione a osservare ed eseguire meticolosamente [le norme relative] seguendo tutto quello che vi indicheranno i sacerdoti leviti. Rispettate la procedura secondo quello che vi ho ordinato. 9 Ricorda ciò che l’Eterno, il tuo Signore, ha fatto a Miriàm lungo il viaggio, quando stavate uscendo dall’Egitto.
10 Quando diventassi creditore verso il tuo compagno per una cosa qualsiasi [anche di minimo valore] [585] non dovrai entrare in casa sua per prendere il pegno relativo: 11 dovrai rimanere fuori e l’uomo al quale hai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. 12 Se lui è un povero [586] non dovrai andare a coricarti [trattenendo presso di te] il suo pegno: 13 [587] gli dovrai restituire il pegno appena cala il sole perché lui possa coricarsi con il proprio mantello; lui ti benedirà e ciò ti sarà considerato un merito nei confronti dell’Eterno, il tuo Signore.
| Sefer Devarìm |
| vv. 24, 5 - 24, 13 |
Voce di Moise Levy |
Alla fine della Parashà si ricorda l’attacco di ‘Amalèk al popolo ebraico all’uscita dall’Egitto. Rashì collega quest’attacco ai versi precedenti in cui si parla di onestà nei rapporti commerciali (divieto di falsificare le misure e i pesi). Rashì dice che la disonestà porta all’attacco del nemico, nella Parashà di Beshallàch in cui si parla dello stesso argomento. Rashì invece considera l’attacco di ‘Amalèk come una punizione dovuta alla mancanza di fede da parte del popolo ebraico. Che rapporto c’è tra le due motivazioni? Secondo Rabbì Moshè Feinstein la frode commerciale è un segno di mancanza di fede. La frode, oltre che una colpa nei confronti del prossimo, è anche una colpa nei confronti di Dio perché chi imbroglia nel commercio crede che questo sia l’unico modo di guadagnarsi da vivere e non crede invece che Dio gli dia la possibilità di raggiungere il proprio sostentamento onestamente.
| Tallit e Tefillin: | 5.03 |
| Hanetz HaChama: | 6.30 |
| Termine lettura Shema: | 8.54 |
| Mincha Ghedola: | 14.00 |
| Accensione delle candele: | 20.04 |
| Fine Shabbat o Yom Tov: | Sabato 22-8-2026 alle 21.03 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 44 - 48 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 213, 1 |
| Matrimonio e promessa di matrimonio per chi è in lutto |
POSITIVA 107 Impurità rituale derivante dal contatto diretto o indiretto con un morto
Quando un uomo muoia in una tenda, chiunque entri nella tenda… sarà impuro
(Bemidbàr 19, 14) [398].