10 Il servo prese dieci cammelli dai cammelli del suo padrone e partì, e andò ad Aràm Naharàim [tra i due fiumi], la città di Nakhòr, avendo facoltà di disporre di tutti i beni del suo padrone. 11 Fuori della città egli fece piegare [a terra] i cammelli presso un pozzo d’acqua, verso sera, nel momento in cui le donne escono ad attingere. 12 Egli disse: «Eterno, Signore del mio padrone Abramo, concedimi oggi stesso, Ti prego, un [felice] incontro e agisci con benevolenza nei confronti del mio padrone Abramo.
13 Ecco, io sono ritto presso questa fonte d’acqua e le figlie degli abitanti della città escono per attingere acqua; 14 avvenga che la fanciulla a cui dirò: “Porgimi la tua brocca così che possa bere" mi dica: “Bevi pure, e darò da bere anche ai tuoi cammelli" e sarà quella [colei] che Tu hai scelto per il Tuo servo Isacco. Grazie a lei io capirò che hai agito con benevolenza nei confronti del mio padrone». 15 Non aveva ancora finito di parlare ed ecco che uscì Rebecca. Ella era nata a Betuèl, il figlio di Milkà, la moglie di Nakhòr, [a sua volta] fratello di Abramo, e aveva la sua brocca sulla spalla. 16 La fanciulla era molto bella, vergine e nessun uomo l’aveva conosciuta. Ella scese alla fonte, riempì la sua brocca e risalì. 17 Il servo le corse incontro e disse: «Ti prego, fammi sorseggiare un po’ d’acqua dalla tua brocca». 18 Lei disse: «Bevi, padrone mio» e prontamente tirò giù [dalla spalla] sulla propria mano la sua brocca e lo fece bere. 19 Quando ebbe finito di farlo bere lei disse: «Attingerò anche per i tuoi cammelli finché non abbiano finito di bere». 20 Ella si affrettò a rovesciare la brocca nell’abbeveratoio e corse nuovamente al pozzo ad attingere; attinse per tutti i suoi cammelli. 21 L’uomo era attonito al suo riguardo e rimase in silenzio per capire se l’Eterno aveva fatto riuscire la sua missione oppure no. 22 Quando i cammelli ebbero finito di bere l’uomo prese un anello d’oro per il naso del peso di mezzo [shèkel] e due bracciali per i polsi di lei che pesavano dieci [shèkel] d’oro, 23 e disse: «Di chi sei figlia? Ti prego di dirmi se nella casa di tuo padre per noi c’è spazio per pernottare». 24 Ella gli disse: «Sono la figlia di Betuèl, figlio di Milkà, che lei partorì a Nakhòr». 25 E gli disse: «Da noi c’è abbondanza di paglia e foraggio, come pure [vi è] posto per passare la notte». 26 L’uomo chinò [il capo] e si prostrò all’Eterno.
| Sefer Bereshìt |
| vv. 24, 10 - 24, 26 |
Voce di Moise Levy |
“E giunse Avraham a far lutto per Saràh …” (Bereshìt 23, 2). I Maestri si domandano da dove arrivasse Avraham? Il Midràsh risponde a questa domanda dicendoci che Avraham arrivava dal monte Moriàh. Quando Avraham tenne l’elogio funebre in onore di Saràh cercando di enumerarne i meriti, egli mise in evidenza il fatto della ‘Akedà (legatura di Isacco), che era avvenuta sul monte Moriàh. Se Saràh aveva così ben educato suo figlio, che si era mostrato sollecito a sacrificarsi con animo lieto, bastava questo a far comprendere a che punto d’elevatezza morale fosse arrivata lei stessa.
| Tallit e Tefillin: | 6.03 |
| Hanetz HaChama: | 7.05 |
| Termine lettura Shema: | 8.51 |
| Mincha Ghedola: | 12.31 |
| Tramonto: | 17.08 |
| Tre stelle: | 17.46 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 108 - 112 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 17, 1 |
| Tempo prescritto per la lettura dello Shemà e delle relative benedizioni |
POSITIVA 245 Precetto che regola i rapporti commerciali
E quando venderai qualche cosa al tuo vicino, o comprerai qualcosa da lui…(Vaikrà 25, 14) [336].