23 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 24 «Parla ai figli d’Israele dicendo così: [310] “Il settimo mese, il primo giorno del mese, sarà per voi [giorno di] riposo assoluto, un memoriale del suono [dello shofàr], una sacra convocazione. 25 [311] Non farete alcun lavoro [neanche quello] necessario e [312] offrirete all’Eterno sacrifici [arsi col] fuoco"».
26 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 27 [313] «Tuttavia, il dieci del settimo mese è un giorno di espiazione. [Esso] sarà per voi [un giorno] di convocazione, affliggerete le vostre persone [con il digiuno] e [314] offrirete all’Eterno sacrifici [arsi col] fuoco. 28 [315] In quel giorno non farete alcun lavoro, poiché questo è un giorno di espiazione, per chiedere espiazione per voi dinanzi all’Eterno, il vostro Signore. 29 [316] In quel giorno ogni persona che non si affliggerà [con il digiuno] sarà esclusa dal suo popolo. 30 Ogni persona che in quel giorno farà un qualsiasi lavoro Io la distruggerò di mezzo al suo popolo. 31 Non farete nessun lavoro [dei 39 lavori proibiti di Shabbàt]. È un decreto eterno, per tutte le vostre generazioni in tutti i luoghi dove risiederete. 32 [317] Per voi è uno Shabbàt di completa cessazione [da ogni attività] e vi affliggerete. Alla sera del nono giorno, da sera a sera, rispetterete il vostro giorno di riposo».
| Sefer Vaikrà |
| vv. 23, 23 - 23, 32 |
Voce di Moise Levy |
“Parla ai sacerdoti, figli di Aharòn, e dirai loro...” (Vaikrà 21, 1). Il Gaòn Rabbì Ariè Leb ha spiegato questo verso dicendo: “I Maestri c’insegnano che la santità dei Cohanìm - sacerdoti, proviene dal fatto che essi discendano da Aharòn. Nonostante ciò, dobbiamo sapere che non è sufficiente basarsi sul merito dei nostri padri, ma abbiamo il dovere di avere dei nostri meriti personali”. Il verso in questione allude proprio a questo. “Parla ai sacerdoti, figli di Aharòn” c’insegna che essi non devono accontentarsi di essere. “figli di Aharòn” perché tale affermazione è posta all’interno della frase “Parla ai sacerdoti... e dirai loro” Il Signore si rivolge direttamente a loro e da ciò s’impara che ognuno ha l’obbligo di purificarsi e di crescere spiritualmente consacrando la propria vita in modo tale da acquisire meriti propri.
| Tallit e Tefillin: | 4.42 |
| Hanetz HaChama: | 6.12 |
| Termine lettura Shema: | 8.41 |
| Mincha Ghedola: | 13.55 |
| Tramonto: | 20.27 |
| Tre stelle: | 21.07 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 69 - 71 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 84, 5 |
| Bastone da passeggio |
NEGATIVA 105 Non mettere dell’incenso nell’offerta farinacea per la sotà
Non vi metterà sopra dell’incenso
(Bemidbàr 5, 15) [367].
INTRODUZIONE ALLE MITZVòT 330-359
LEGGI SUI MATRIMONI PROIBITI E SULLE RELAZIONI
NEGATIVA 330 Non unirsi con la propria madre
Lei è tua madre, non ti comportare in modo sconveniente con lei
(Vaikrà 18, 7) [190].
NEGATIVA 331 Non unirsi con la moglie del padre anche se non è la vera madre
Non ti comportare in modo sconveniente con la moglie di tuo padre
(Vaikrà 18, 8) [191].
NEGATIVA 332 Non unirsi con una sorella
Non ti comportare in modo sconveniente… con tua sorella
(Vaikrà 18, 9) [192].
NEGATIVA 333 Non unirsi con una sorellastra (figlia della matrigna)
Ella è figlia di tuo padre e della moglie di tuo padre… non ti comportare in modo sconveniente con lei
(Vaikrà 18, 11) [196].
NEGATIVA 334 Non unirsi con la figlia di un proprio figlio
Non ti comportare in modo sconveniente con tua nipote
(Vaikrà 18, 10) [193].