22 [535] Quando contro un uomo gravi una colpa punibile con la morte e venga messo a morte, [dopo] lo appenderai a un albero. 23 [536] Il suo cadavere non dovrà trascorrere la notte sull’albero, ma [537] lo dovrai seppellire in quello [stesso] giorno perché un [cadavere] appeso costituisce una grave offesa al Signore e tu non dovrai contaminare la terra che l’Eterno, il tuo Signore, ti dà come eredità.
22 1 Non dovrai vedere il bue o la pecora del tuo prossimo che si sono perduti e fingere di non averli visti. [538] Li dovrai restituire al tuo prossimo. 2 Se il tuo prossimo non è vicino a te o non lo conosci, lo condurrai [l’animale] in casa tua e starà con te fino a che il tuo prossimo non l’avrà richiesto, e [se sussistono tutte le condizioni] glielo restituirai. 3 Così farai per il suo asino, così farai per il suo vestito e così farai per ogni cosa smarrita del tuo prossimo che lui abbia perduto e tu abbia trovato: [539] non puoi fingere di non averli visti.
4 [540] Non dovrai vedere l’asino del tuo prossimo o il suo bue caduti per la strada e fingere di non averli visti; [541] dovrai aiutare a risollevare [il carico] assieme a lui [il proprietario].
5 [542] Su una donna non dovrà trovarsi un travestimento da uomo e [543] un uomo non dovrà indossare una veste da donna [a scopo di promiscuità] perché tutti quelli che fanno queste cose [compiono] un abominio all’Eterno, il tuo Signore.
6 Se ti dovesse capitare per la strada di trovare un nido di uccello, sopra un albero o per terra, e [questo contiene] dei pulcini o delle uova e la madre è in cova sui pulcini o sulle uova, [544] non dovrai prelevare la mamma [mentre si trova] sopra i [suoi] piccoli. 7 [545] Dovrai mandar via la madre e poi potrai prenderti i piccoli, così che te ne derivi del bene e tu possa prolungare i [tuoi] giorni.
| Sefer Devarìm |
| vv. 21, 22 - 22, 7 |
Voce di Moise Levy |
“Quando uscirai a far guerra sul tuo nemico….” (Devarìm 21, 10). Un giorno i discepoli dello Tzaddìk Rabbì Naftali di Ropshìtz hanno chiesto al loro Maestro: “Dacci un consiglio affinché lo Yètzèr ha - rà - l’istinto malvagio, non ci insegua così da procedere con tranquillità senza distrarci dalla retta via!”. Rispose loro Rabbì Naftali: “Invece di preoccuparsi che lo Yètzèr ha - rà - l’istinto malvagio, non vi insegua, preoccupatevi di non essere voi ad inseguire lui”.
Devar Torà
“Ricorda quello che ti ha fatto ‘Amalèk” (Devarìm 25, 17). Rabbì Simchà Bunim di Peshischà diceva: “Il precetto di zakhòr - ricorda - e la mitzvà di cancellare il ricordo di ‘Amalèk, che viene subito dopo, vengono enunciati entrambi al singolare. Vi è in ciò contenuto un insegnamento morale valido in ogni generazione, cioè che la persona che rimane compatto e unito alla comunità non è esposto a questo attacco. Il singolo, allontanandosi dall’accampamento, si espone all’attacco di ‘Amalèk.
| Tallit e Tefillin: | 4.57 |
| Hanetz HaChama: | 6.25 |
| Termine lettura Shema: | 8.52 |
| Mincha Ghedola: | 14.01 |
| Tramonto: | 20.28 |
| Tre stelle: | 21.07 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 23 - 28 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 208, 10 |
| Se il proprio animale si trova in affitto presso altri |
POSITIVA 107 Impurità rituale derivante dal contatto diretto o indiretto con un morto
Quando un uomo muoia in una tenda, chiunque entri nella tenda… sarà impuro
(Bemidbàr 19, 14) [398].