La Torà del giorno: Emòr (4)

23 1 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 2 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro i tempi stabiliti [per le solennità annuali] dell’Eterno, che voi proclamerete come sacre assemblee. Queste sono le Mie ricorrenze. 3 Per sei giorni il lavoro potrà essere svolto, ma il settimo giorno è uno Shabbàt di cessazione, sacra assemblea; non farete alcun [tipo di] lavoro. Questo è uno Shabbàt in onore dell’Eterno, in tutti i vostri luoghi di residenza.

4 Queste sono le ricorrenze dell’Eterno, le sacre assemblee che voi dovrete proclamare nei loro tempi stabiliti. 5 Nel primo mese [Nissàn], il quattordici del mese, nel pomeriggio [voi offrirete il sacrificio] di Pésakh per l’Eterno. 6 Il quindicesimo giorno di questo mese sarà la festa delle matzòt [pani azzimi] per l’Eterno; per sette giorni mangerete matzòt. 7 [297] Il primo giorno per voi [ci] sarà una sacra assemblea, [298] non farete [in esso] alcun [tipo di] lavoro servile. 8 [299] Per [ciascuno dei] sette giorni porterete all’Eterno un’offerta da [ardere col] fuoco. [300] Il settimo giorno è il giorno della sacra convocazione, [301] non farete alcun genere di lavoro [anche se necessario]».

9 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 10 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: “Quando entrerete nella terra che Io vi ho dato e mieterete il suo [primo] raccolto, [302] porterete al sacerdote un òmer delle primizie del vostro raccolto. 11 Egli agiterà [in tutte le direzioni] l’òmer davanti all’Eterno perché sia gradito in vostro favore. Il sacerdote lo farà ondeggiare il giorno successivo al giorno di riposo [Pésakh]. 12 Nel giorno in cui agiterete l’òmer preparerete un agnello senza imperfezioni, nel suo [primo] anno, come olà per l’Eterno. 13 La sua minkhà [sarà di] due decimi di [efà] di fior di farina mescolata con olio [di oliva], come offerta [da bruciare] col fuoco, profumo gradito all’Eterno. Il suo nèsech [sarà] di vino, [nella misura di] un quarto di hin. 14 [303] Fino a questo giorno, finché non porterete l’offerta al vostro Signore, non mangerete né pane [304] né grano abbrustolito [305] né grano fresco; questo è un decreto perenne per tutte le generazioni in tutti i luoghi dove abiterete.

15 [306] Dal giorno successivo al giorno del riposo [di Pésakh], dal giorno in cui porterete l’òmer come offerta tenufà, conterete per voi stessi sette settimane che siano complete. 16 Conterete cinquanta giorni fino al giorno successivo alla settima settimana e [allora] voi porterete all’Eterno una nuova minkhà. 17 [307] Dalle vostre abitazioni [in Israele] porterete due pani per la tenufà. Essi saranno [fatti] con due decimi [di efà] di fior di farina [e] saranno cotti ben lievitati: primizie per l’Eterno. 18 Assieme al pane offrirete sette agnelli di un anno, senza imperfezioni, un giovane vitello e due montoni. Essi costituiranno un olà per l’Eterno insieme alla loro [offerta] minkhà e al loro nèsech, un’offerta con il fuoco, profumo gradito all’Eterno. 19 Allora preparerete un capro come sacrificio khattàt e due agnelli di un anno come sacrificio shelamìm. 20 Il sacerdote li agiterà in aggiunta al pane delle primizie, [assieme] ai due agnelli, come tenufà dinanzi all’Eterno; essi saranno consacrati all’Eterno, [destinati] al sacerdote. 21 Voi proclamerete che quello stesso giorno, [308] sia per voi una [giornata di] santa assemblea e [309] non farete alcun genere di lavoro. [Questo è] un decreto perenne per tutte le vostre generazioni, in tutti i luoghi dove risiederete. 22 Nel mietere il raccolto della vostra terra non dovrai terminare di mietere fino all’angolo del tuo campo. Quando mieterai, non lo tagliare [il raccolto] completamente e non raccogliere ciò che cade durante la tua mietitura: lo lascerai per il povero e il proselita. Io sono l’Eterno, il vostro Signore"».

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 23, 1 - 23, 22

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

Conterete per voi stessi sette settimane che siano complete... (Vaikrà 23, 15). Su questo verso Rabbì Yehudà Liva figlio di Rabbì Betzalèl, conosciuto come Maharal di Praga, dice: “I figli d’Israele hanno ricevuto il comando di contare ogni anno 49 giorni, dal giorno in cui veniva offerto il manipolo d’orzo sino al giorno in cui è stata donata la Torà”. Questo per insegnarci che nella vita quotidiana è necessario abbinare la farina e la Torà (con il termine farina i Maestri intendono il lavoro quotidiano e le necessità materiali e con il termine Torà s’intende l’osservanza dei precetti e lo studio della Torà. Questo concetto è stato espresso sinteticamente da Rabbì El’azàr ben Azarià “Se non cè farina non cè Torà e se non cè Torà non cè farina(Avòt 3, 23).

Mercoledì 12 Iyyar 5786 - 29 Aprile 2026
Tallit e Tefillin: 4.44
Hanetz HaChama: 6.14
Termine lettura Shema: 8.42
Mincha Ghedola: 13.55
Tramonto: 20.26
Tre stelle: 21.06
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 66 - 68

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 83, 3
Trasporto da un luogo che è delimitato, ma non allo scopo di abitarci, in direzione di un cortile o di una casa 

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Le Mitzvot del giorno

POSITIVA 223 Precetto riguardante la sotà ~ donna sospettata di infedeltà

Se un uomo dovesse sospettare che sua moglie è infedele

(Bemidbàr 5, 12) [365].

NEGATIVA 104 Non mettere dell’olio nell’offerta farinacea per la sotà

Non vi verserà sopra dell’olio

(Bemidbàr 5, 15) [366].