17 Fece la menorà d’oro puro. Realizzò la menorà [con lavoro] a martello; la sua base, il suo fusto, le sue coppette, i suoi bulbi e i suoi fiori avevano origine dallo stesso [pezzo d’oro]. 18 Dai suoi lati uscivano sei bracci: tre bracci della menorà da uno dei suoi lati e tre bracci della menorà dall’altro lato. 19 Su uno dei bracci vi erano tre coppette intagliate a forma di [fiore di] mandorlo, con un bulbo e con un fiore, e tre coppette intagliate a forma di [fiore di] mandorlo su un altro dei bracci, con un bulbo e con un fiore. Così era [la forma] per i sei bracci che uscivano dal [fusto della] menorà. 20 Il [fusto della] menorà aveva quattro coppette intagliate a forma di [fiore di] mandorlo, [con] i loro bulbi e i loro fiori. 21 Sotto i due bracci che fuoriuscivano da esso [c’era] un bulbo, [quindi un secondo] bulbo sotto i [secondi] due bracci che fuoriuscivano da esso; [vi era quindi un terzo] bulbo sotto [gli ultimi] due bracci che fuoriuscivano da esso. [Ciò avveniva] per i sei bracci che avevano origine dal [fusto] della menorà. 22 I loro bulbi e i loro bracci erano tratti dalla [menorà] stessa. Era fatta tutta d’oro puro lavorato a martello. 23 Fece i suoi sette lumi, le sue pinze e i suoi bracieri d’oro puro. 24 Fece quella e tutti i suoi accessori [impiegando] un kikkàr d’oro puro.
25 Fece l’altare per bruciare l’incenso di legno di acacia. Era squadrato: la sua lunghezza era di un’ammà, la sua larghezza era di un’ammà mentre la sua altezza era di due ammòt e le sue sporgenze erano parte integrante di esso. 26 Lo rivestì d’oro puro: il suo piano superiore, le sue pareti intorno e le sue sporgenze e, tutto attorno, gli fece una [bordatura simile a] una corona d’oro. 27 Su due [dei] suoi angoli, sui suoi due lati [opposti], gli fece due anelli d’oro al di sotto della sua bordatura. Essi servivano a ospitare le stanghe con le quali trasportarlo. 28 Fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro. 29 Preparò l’olio dell’unzione sacra e l’incenso di spezie aromatiche puro, opera di esperto profumiere.
| Sefer Shemòt |
| vv. 37, 17 - 37, 29 |
Voce di Moise Levy |
“Lo ha riempito dello spirito del Signore [dotandolo] di saggezza…” (Shemòt 35, 31). Il verso si riferisce alla saggezza donata a Betzalèl, l’artigiano che ha avuto incarico da Dio di costruire il Tabernacolo e gli utensili in esso contenuti per prestare servizio al Signore. “Lo ha riempito”, i Maestri spiegano che si riempie ciò che è già parzialmente pieno. Ciò significa che in Betzalèl c’era già una notevole dose di chochmà - saggezza, e proprio per questo Dio gliela potenzia. È detto: “Dà saggezza ai saggi” (Daniele 2, 21), proprio perché sapienza c’è già, gliene viene data ulteriormente; Dio interviene dopo che l’uomo compie uno sforzo iniziale.
| Tallit e Tefillin: | 5.34 |
| Hanetz HaChama: | 6.46 |
| Termine lettura Shema: | 8.47 |
| Mincha Ghedola: | 13.03 |
| Tramonto: | 18.22 |
| Tre stelle: | 18.56 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 104 - 105 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 75, 10 |
| Quante donne devono accendere in una casa |
STUDIO DEL RAMBAM Testo delle benedizioni della Amidà fino al testo del Viddùi