13 Mosè, il sacerdote Eleazàr e tutti i capi della comunità uscirono incontro a loro, fuori dell’accampamento. 14 Mosè si adirò con gli ufficiali dell’esercito, con i capi delle migliaia e i capi delle centinaia che tornavano dall’impresa di guerra. 15 Mosè disse loro: «Avete tenuto in vita le donne? 16 Esse erano le stesse [donne] che, su suggerimento di Bilàm, [si erano adoperate] con i figli di Israele per far loro commettere tradimento all’Eterno riguardo alla vicenda di Peòr, facendo così scatenare una piaga nella comunità dell’Eterno. 17 Ora, uccidete ogni maschio tra i piccoli e dovete uccidere [anche] ogni femmina che abbia avuto rapporti con un uomo. 18 Terrete però in vita per voi tutte le femmine giovani, [quelle] che non hanno avuto rapporti con un maschio. 19 Quanto a voi, rimarrete per sette giorni fuori dall’accampamento. Chiunque [di voi] abbia ucciso una persona o toccato un morto dovrete purificarvi, nel terzo e nel settimo giorno, sia voi che i vostri prigionieri [divenuti proseliti]. 20 Dovrete purificare tutti i vostri vestiti, ogni oggetto di pelle, qualsiasi cosa fatta con [prodotti ricavati dalle] capre e tutti gli oggetti di legno».
21 Il sacerdote Eleazàr disse ai soldati che erano andati in battaglia: «Questa è la norma della legge che l’Eterno ha ordinato a Mosè. 22 Solamente l’oro e l’argento, il bronzo, il ferro, lo stagno e il piombo, 23 ogni cosa che venga messa sul fuoco voi dovrete passarla sul fuoco e [quindi] sarà pura; tuttavia [l’oggetto] dovrà [poi] essere purificato nell’acqua purificatrice. Invece, ogni oggetto che non venga messo [direttamente] sul fuoco, [basterà] lo immergiate nell’acqua. 24 Nel settimo giorno laverete i vostri abiti e diverrete puri; successivamente potrete rientrare nell’accampamento [dove risiede la Presenza Divina]».
25 L’Eterno parlò a Mosè dicendo: 26 «Tu, il sacerdote Eleazàr e i capi dei casati della comunità, fate il censimento del bottino catturato, [sia] uomini [che] bestie. 27 Tu dividerai in due parti quanto saccheggiato tra coloro che hanno preso parte alla guerra come soldati e tutta la [restante] comunità. 28 Tra [la parte che spetta ai] soldati che hanno combattuto preleverai un tributo per l’Eterno, [nella misura di] uno su cinquecento, dall’uomo, dagli animali, dagli asini e dal gregge. 29 Prenderai ciò dalla metà [che spetta] loro e poi lo donerai al sacerdote Eleazàr come terumà [dono volontario al sacerdote]; 30 invece, dalla metà [che spetta al] popolo di Israele preleverai una parte ogni cinquanta, sia delle persone che degli animali, dagli asini, dal gregge e da tutti gli [altri] animali, e la darai ai leviti, cui è affidata la custodia del mishkàn dell’Eterno». 31 Mosè, insieme al sacerdote Eleazàr, fece come l’Eterno aveva ordinato a Mosè. 32 Il bottino, oltre al saccheggio compiuto dai soldati, ammontava a seicentosettantacinquemila (675.000) pecore, 33 settantaduemila (72.000) capi di bestiame, 34 sessantunmila (61.000) asini, 35 e trentaduemila (32.000) persone in tutto, vale a dire le donne che non avevano avuto rapporti con un uomo. 36 La metà in pecore corrispondente alla parte di coloro che avevano partecipato alla guerra [ammontava a] trecentotrentasettemilacinquecento (337.500); 37 il tributo [dovuto] all’Eterno dal gregge era di seicentosettantacinque (675) [capi]. 38 Dai trentaseimila (36.000) capi di bestiame, settantadue (72) costituivano il contributo per l’Eterno; 39 dai trentamilacinquecento (30.500) asini, sessantuno (61) costituivano il contributo per l’Eterno; 40 delle sedicimila (16.000) persone, trentadue (32) persone costituivano il contributo per l’Eterno. 41 Mosè diede il contributo al sacerdote Eleazàr, come donazione all’Eterno, così come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
42 Della metà [assegnata ai] figli di Israele, che Mosè aveva separato da [quella spettante] ai soldati, 43 la metà del gregge spettante alla comunità consistette in trecentotrentasettemilacinquecento (337.500) [capi], 44 trentaseimila (36.000) [capi di] bestiame grosso, 45 trentamilacinquecento (30.500) asini, 46 e sedicimila (16.000) persone. 47 Dalla metà spettante ai figli di Israele, dalle persone e dagli animali, Mosè prese un cinquantesimo e lo diede ai leviti che effettuavano la custodia del mishkàn dell’Eterno, così come l’Eterno aveva ordinato a Mosè. 48 Gli ufficiali militari preposti alle divisioni delle migliaia si avvicinarono a Mosè, con i capi delle migliaia e quelli delle centinaia, 49 e dissero a Mosè: «I tuoi servi hanno contato i soldati usciti in guerra che erano a nostra disposizione e non ne manca neppure uno. 50 Pertanto, chiunque [di noi] abbia trovato un oggetto d’oro – cavigliera, bracciale, anello, orecchino o fibbia – presentiamo un’offerta all’Eterno, [dedicandola] come riscatto dinanzi all’Eterno per [aver salvato] la nostra persona». 51 Mosè insieme al sacerdote Eleazàr prese da essi l’oro e ogni [genere di] oggetto lavorato. 52 L’ammontare di tutto l’oro delle offerte presentate all’Eterno dai capi delle migliaia e dai capi delle centinaia ammontava a sedicimilasettecentocinquanta (16.750) shekalìm. 53 Quanto ai soldati, ciascuno si raccolse un proprio bottino. 54 Mosè insieme al sacerdote Eleazàr prese l’oro dai capi delle migliaia e delle centinaia, e [insieme] lo portarono nella tenda del convegno, dinanzi all’Eterno, come memoriale per i figli di Israele.
| Sefer Bemidbàr |
| vv. 31, 13 - 31, 54 |
Voce di Moise Levy |
“Se un uomo fa un voto…non potrà violare la propria parola. Dovrà fare tutto ciò che è uscito dalla sua bocca” (Bemidbar 31, 3). Rashì spiega: “Non potrà violare la propria parola” non faccia delle sue parole cosa profana. Riguardo a ciò dice lo Tzaddìk Rabbì Menachèm Mendèl di Kosòv: “Chi pone attenzione, in modo costante, a non far delle parole cosa vana, ed è attento ad ogni parola considerandola sacra, ha come ricompensa che lo stesso Santo Benedetto Egli Sia la onora degnamente, e le parole della sua bocca e i sussurri delle sue labbra sono realizzati”. Com’è detto: “Tutto ciò che esce dalla sua bocca si realizza”, e si arriva ad un livello così elevato di santità e di purità in cui lo Tzaddìk decreta una cosa, ed il Santo Benedetto Egli Sia la mette in atto.
| Tallit e Tefillin: | 4.02 |
| Hanetz HaChama: | 5.41 |
| Termine lettura Shema: | 8.24 |
| Mincha Ghedola: | 14.06 |
| Tramonto: | 21.14 |
| Tre stelle: | 21.59 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 104 - 105 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 180, 9 |
| Quando la riscossione di un credito viene delegata a un tribunale |
NEGATIVA 68 I sacerdoti non possono entrare nella parte interna del Santuario se non per il servizio sacro
E (il sacerdote) non entrerà nel luogo sacro in ogni tempo
(Vaikrà 16, 2) [184].
NEGATIVA 165 I kohanìm non devono lasciare il Santuario durante il loro servizio sacro
E non uscirete dalla porta della tenda del convegno
(Vaikrà 10, 7) [151].
POSITIVA 31 Allontanare dall’accampamento una persona ritualmente impura
Ed essi allontaneranno dall’accampamento tutti coloro che sono impuri
(Bemidbàr 5, 2) [362].
NEGATIVA 77 Una persona ritualmente contaminata non può entrare nel Santuario
E non renderanno impuri i loro accampamenti (quelli ove risiede la presenza divina)(Bemidbàr 5, 3) [363].
NEGATIVA 78 Una persona ritualmente impura non può entrare nel campo dei leviti, che si trova sul monte del Santuario
E colui che non sia puro a causa di un fatto avvenuto di notte…non potrà venire fin dentro all’accampamento
(Devarìm 23, 11) [565].