La Torà del giorno: Ha’azìnu (1)

32 1 «O cieli, prestate ascolto e io parlerò! Possa la terra ascoltare le parole della mia bocca. 2 Scorra come la pioggia il mio insegnamento e il mio detto stilli [piacevole] come la rugiada; come folate di vento sulla vegetazione e come gocce di pioggia sull’erba. 3 Quando pronuncio il nome dell’Eterno tributate considerazione al nostro Signore. 4 Egli è la Roccia [l’Onnipotente]; il Suo comportamento è ineccepibile, perché tutte le Sue strade sono di giustizia. È un Dio veritiero e non vi è iniquità; Egli è giusto e retto. 5 La distruzione non è [una] Sua [attitudine], ma [rappresenta] il peccato dei Suoi figli [di una volta], una generazione tortuosa e perversa. 6 È così che ripaghi l’Eterno, popolo privo di memoria e senza senno? Non è Lui tuo padre, colui che ti ha fatto? È Lui che ti ha creato e ti ha costituito!

La Torà cantata
Sefer Devarìm
vv. 32, 1 - 32, 6

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

O cieli, prestate ascolto...Possa la terra ascoltare ( Devarìm 32, 1). Il commento Toràt Moshè interpreta alcune parole di questo verso dicendo i cieli e la terra simboleggiano gli uomini. I cieli sono gli uomini di grande levatura morale spirituale ed intellettuale mentre la terra simboleggia gli uomini umili che sono presi dai problemi quotidiani e dalla vita materiale e terrena. Il verso si rivolge quindi al plurale ad entrambi, dando però la precedenza agli uomini importanti. Questo perché è naturale che se le persone importanti sono in silenzio ad ascoltare; quelle più semplici li seguono.

Domenica 24 Elul 5786 - 6 Settembre 2026
Tallit e Tefillin: 5.27
Hanetz HaChama: 6.49
Termine lettura Shema: 9.05
Mincha Ghedola: 13.53
Tramonto: 19.52
Tre stelle: 20.29
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 113 - 118

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 131, 1
Usanze e procedura per le Kapparòt alla vigilia di Kippùr 

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Le Mitzvot del giorno

POSITIVA 104 Impurità rituale di un uomo affetto da una perdita di liquido

E quando un uomo avrà una perdita di liquido dalla propria carne

(Vaikrà 15, 2) [178].