7 1 L’Eterno disse a Noè: «Entra nell’arca tu e tutta la tua famiglia perché ho visto che tu sei giusto di fronte a Me in questa generazione. 2 Di ogni animale che è puro [per Israele] prenderai per te sette coppie, un maschio e la sua compagna. Di ogni animale che non è puro [prendine] due, un maschio e la sua compagna. 3 [Prenderai] sette coppie, maschio e femmina, anche degli uccelli del cielo [che sono puri], per mantenere in vita il seme su tutta la faccia della terra. 4 Perché tra altri sette giorni Io farò piovere sulla terra per quaranta giorni e per quaranta notti; spazzerò via dalla faccia della terra ogni vivente che ho fatto». 5 Noè fece [l’arca] secondo tutto ciò che l’Eterno gli aveva ordinato. 6 Noè aveva seicento anni (600) quando ci fu il diluvio, [cioè] acqua sulla terra. 7 Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, [per sopravvivere] a causa delle acque del diluvio. 8 Delle bestie [ritualmente] pure e delle bestie impure, degli uccelli e di ogni [essere] che striscia sulla terra, 9 a due a due, maschio e femmina, vennero [spontaneamente] da Noè nell’arca, come il Signore aveva ordinato a Noè.
10 E avvenne che, trascorsi sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra. 11 nel seicentesimo anno della vita di Noè, nel secondo mese, al diciassettesimo giorno del mese, in quello stesso giorno furono squarciate tutte le sorgenti del grande abisso e si spalancarono le cateratte del cielo. 12 Ci fu la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. 13 In quello stesso giorno [di fronte a tutti] Noè entrò nell’arca con Sem, Kham e Jàfet, i figli di Noè, la moglie di Noè e le tre mogli dei suoi figli con loro; 14 loro e tutti gli animali selvatici secondo la loro specie, tutto il bestiame secondo la sua specie, tutti i rettili striscianti sulla terra secondo la loro specie, tutti gli uccelli secondo la loro specie, tutti gli uccelli [provvisti] di ogni tipo di ala. 15 Di ogni [essere di] carne in cui vi è alito di vita, a due a due, vennero da Noè nell’arca. 16 E quelli che venivano, maschio e femmina di ogni [essere di] carne, entrarono come gli aveva ordinato il Signore, e l’Eterno chiuse [l’arca] dietro di lui [a sua protezione].
| Sefer Bereshìt |
| vv. 7, 1 - 7, 16 |
Voce di Moise Levy |
“Nòach era un uomo giusto e integro nelle sue generazioni ...” (Bereshìt, 6, 9) Nòach rimase modesto e umile nei confronti di se stesso, per quanto fosse lui il solo giusto in una generazione di malvagi. Ciò perché “Nòach procedeva con Dio” nel senso che Dio era il suo riferimento e pertanto, considerandone la grandezza, le cose che lui faceva gli parevano trascurabili. Nòach rimase dunque sempre umile in cuor suo, giacché rapportava la propria giustizia a quella divina: benché - rispetto agli esseri umani - egli fosse un vero Tzaddìk.
Devar Torà
“Nòach era un uomo giusto ed integro nelle sue generazioni ...” (Bereshìt, 6, 9). Il grande Rabbì Chayìm ben ‘Attar, conosciuto per il suo commento come ‘Or ha - Chayìm ha - Kadosh, si domanda perché la parola generazioni - dorotav sia al plurale e non al singolare, e cioè: “nella sua generazione”. La Torà usa il plurale per sottolineare la sua grandezza, poiché è nella natura di un uomo avere rapporti con tre generazioni, e cioè quella dei nostri padri, la nostra e quella dei nostri figli.
| Tallit e Tefillin: | 6.25 |
| Hanetz HaChama: | 7.34 |
| Termine lettura Shema: | 9.31 |
| Mincha Ghedola: | 13.36 |
| Tramonto: | 18.44 |
| Tre stelle: | 19.19 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 01 - 09 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 5, 17 |
| Visione della propria nudità con la mente |
NEGATIVA 265 Non desiderare ciò che appartiene a qualcun altro per gelosia o invidia
Non desidererai ardentemente la casa del tuo compagno
(Shemòt 20, 14) [38].