La Torà del giorno: Tazrìa & Metzorà (4)

55 Il sacerdote esaminerà [l’oggetto con] la lesione dopo che sarà stato lavato. Ecco, [se] la lesione non avrà cambiato il proprio colore, anche se la lesione non si sarà estesa, [l’oggetto] sarà impuro; lo brucerai col fuoco, [perché] è pekhètet~infiltrata sia che si trovi in un vestito usato che in uno nuovo. 56 Ma se il sacerdote esaminerà [l’oggetto] ed ecco, [la traccia del] la lesione dopo il suo lavaggio sarà diventata opaca, allora la dovrà strappare dal vestito o dalla pelle, dall’ordito o dalla trama.

57 Se poi comparirà nuovamente sul vestito, sull’ordito o sulla trama o su tutto ciò che è di pelle, sarà una lesione che torna a fiorire [recidivante]; dovrai bruciare col fuoco [l’intero] oggetto su cui c’è [traccia del] la lesione. 58 Il vestito, l’ordito o la trama o tutto ciò che è di pelle che avrai lavato e da cui sarà scomparsa la lesione, dovrà essere lavato una seconda volta e [quindi] sarà puro. 59 Questa è la normativa della lesione della tzaràat di un vestito di lana o di lino, dell’ordito o della trama o di tutto ciò che è di pelle per [quanto riguarda il] dichiararlo puro o impuro».

14 1 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 2 [173] «Questa sarà la legge di colui che è affetto da tzaràat nel giorno della sua purificazione. Egli sarà condotto al sacerdote 3 e il sacerdote uscirà [a raggiungerlo] oltre l’accampamento. Il sacerdote [lo] esaminerà ed ecco, se [riscontrerà che] la lesione della tzaràat sarà guarita dal portatore della tzaràat 4 allora il sacerdote ordinerà di prendere per la persona da purificare due uccelli vivi e puri, un ramo di cedro, un filo di [lana] scarlatta e dell’issopo. 5 Il sacerdote ordinerà di scannare uno degli uccelli sopra un recipiente di terracotta [nel quale sia stata versata] dell’acqua corrente. 6 Quanto all’uccello [ancora] vivo, lo prenderà insieme al ramo di cedro, al filo [di lana] scarlatta e all’issopo e li immergerà, insieme all’uccello vivo, nel sangue dell’uccello che era stato scannato sull’acqua corrente; 7 quindi ne spruzzerà per sette volte sulla persona da purificare dalla tzaràat, la dichiarerà pura e poi lascerà andare libero l’uccello vivo verso la campagna aperta. 8 Colui che deve purificarsi laverà i propri abiti, raderà ogni suo pelo, si laverà nell’acqua e sarà puro; poi verrà nell’accampamento, ma dovrà rimanere fuori dalla sua tenda [senza aver rapporti coniugali] per sette giorni. 9 [174] Al settimo giorno raderà ogni suo pelo dal suo capo, dalla sua barba e dalle sue sopracciglia. Egli raderà ogni suo pelo [visibile], laverà i suoi abiti e [175] immergerà il suo corpo nell’acqua e diventerà puro. 10 [176] L’ottavo giorno prenderà due agnelli senza imperfezioni, un’agnella [per khattàt] di un anno senza imperfezioni, tre decimi [di efà] di fior di farina per una minkhà intrisa d’olio e un log di olio [da spruzzare v. 16 e da mettere sui suoi pollici v. 17]. 11 Il sacerdote che compie la purificazione presenterà l’uomo da purificare e quelle cose [prima ricordate] dinanzi all’Eterno, all’ingresso della tenda del convegno; 12 il sacerdote prenderà un agnello e lo offrirà come ashàm insieme al log d’olio, e li agiterà come tenufà dinanzi all’Eterno.

13 Egli scannerà l’agnello nel luogo in cui macella [gli animali offerti] per khattàt e per olà, nel luogo santo, perché l’ashàm spetta al sacerdote come il khattàt, ed è cosa santissima. 14 Il sacerdote preleverà parte del sangue dell’ashàm; poi il sacerdote lo porrà sulla cartilagine del lobo dell’orecchio destro della persona da purificare, sul pollice della sua mano destra e sull’alluce del suo piede destro; 15 il sacerdote prenderà parte del log di olio e lo verserà sulla palma [della mano] sinistra del sacerdote, 16 [quindi] il sacerdote intingerà il suo indice destro nell’olio che è nella sua palma [della mano] sinistra e con il suo dito spruzzerà parte dell’olio per sette volte in direzione dell’Eterno [verso il Santo dei santi]; 17 del restante olio che è sulla sua palma [della mano], il sacerdote ne metterà sulla cartilagine del lobo dell’orecchio destro della persona da purificare, sul pollice della sua mano destra e sull’alluce del suo piede destro, sopra il sangue dell’ashàm. 18 [Quanto al] resto dell’olio che ha sulla palma [della mano], il sacerdote lo metterà sul capo della persona da purificare e il sacerdote chiederà espiazione per lui dinanzi all’Eterno. 19 Il sacerdote compirà il khattàt, chiederà espiazione per la persona da purificare dalla sua impurità e, dopo, scannerà l’olà; 20 il sacerdote offrirà l’olà e la minkhà [che accompagna le libagioni] in sacrificio sull’altare. Il sacerdote chiederà espiazione per lui e sarà puro.

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 13, 55 - 14, 20

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

Se un uomo avrà sulla pelle del suo corpo un seèt - gonfiore o una sappàchath - macchia lucida (Vaikrà 13, 2). I Maestri ci insegnano che questi disturbi che si manifestano sul corpo di un uomo o di una donna vengono inviati da Dio a causa del peccato del lashòn ha - rà - malalingua. E’ riportato a nome di Rabbì Shimòn bar Yochaì: “Venne domandato al serpente: per quale motivo tu quando colpisci una persona con il tuo morso la colpisci in un unico punto e il tuo veleno si estende su tutte le membra del corpo?” Rispose il serpente: “voi (uomini) a me domandate la risposta di ciò, quando colui che compie maldicenza nella città di Roma uccide il suo prossimo che risiede in Siria”. Ciò a sottolineare che il danno del lashòn ha - rà - malalingua colpisce da un estremo all’altro del mondo.

Mercoledì 28 Nisan 5786 - 15 Aprile 2026
Tallit e Tefillin: 5.13
Hanetz HaChama: 6.38
Termine lettura Shema: 8.59
Mincha Ghedola: 13.57
Tramonto: 20.09
Tre stelle: 20.46
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 135 - 139

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 79, 2
Benedizione per l'haftarà 

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Le Mitzvot del giorno

NEGATIVA 355 Divieto di unirsi a una donna se non dopo il matrimonio; nessuna donna deve avere rapporti al di fuori del matrimonio

Non vi sarà nessuna donna dal comportamento indecoroso tra le figlie di Israele

(Devarìm 23, 18) [570].