10 [527] Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, [dapprima] la inviterai alla pace. 11 Se ti risponderà in pace e ti aprirà [le porte], tutto il popolo che si trova in essa diventerà tuo tributario e ti dovrà servire. 12 Ma se non vorrà rimanere in pace con te e ti farà battaglia, la metterai sotto assedio. 13 Quando l’Eterno, il tuo Signore, te la consegnerà in mano e colpirai tutti i suoi maschi a fil di spada, 14 prenderai per te come bottino solo le donne, i bambini, il bestiame e tutto il frutto del suo saccheggio tra tutto quanto vi è in città, e potrai consumare il frutto del saccheggio dei tuoi nemici che l’Eterno, il tuo Signore, ti avrà dato. 15 Così farai per tutte le città che sono molto distanti da te, che non sono comprese fra le città di queste nazioni. 16 Tuttavia, riguardo alle città che appartengono a queste nazioni che l’Eterno, il tuo Signore, ti dà in proprietà ereditaria, [528] non lascerai nessuno in vita 17 ma le dovrai votare allo sterminio: i khittèi, gli emorèi, i canaanèi, i perizèi, i khivvèi, gli jevusèi, così come ti ha ordinato l’Eterno, il tuo Signore, 18 perché non vi insegnino a commettere tutto l’abominio che loro hanno compiuto per le loro divinità, e non pecchiate verso l’Eterno, il vostro Signore.
19 Quando assedierai una città per molti giorni per combatterla e conquistarla, [529] non dovrai distruggere i suoi alberi abbattendo la scure su di essi. Da essi mangerai [il frutto], ma non li dovrai abbattere perché l’albero del campo è forse un uomo che venga a mettere un assedio contro di te? 20 Potrai distruggere e recidere esclusivamente un albero che sai non essere da frutto, per costruire materiale da assedio contro una città che ti faccia guerra finché non sia sottomessa.
21 1 Se nel paese che l’Eterno, il tuo Signore, ti dà in proprietà si trova un uomo ucciso che giace nella campagna e non si sa chi l’abbia colpito, 2 allora usciranno i tuoi anziani e i tuoi giudici e misureranno [a partire dal corpo, in ogni direzione, la distanza] rispetto alle città che sono attorno al cadavere. 3 Quindi, [rinvenuta] la città più vicina al cadavere, gli anziani di quella città [530] prenderanno una giovenca con la quale non si sia compiuto del lavoro e che non abbia trascinato [l’aratro] con il giogo; 4 gli anziani di quella città faranno scendere la giovenca presso il letto sassoso di un torrente in un luogo [531] che non può essere né lavorato né seminato e là, nel torrente, decapiteranno la giovenca. 5 Si avvicineranno quindi i sacerdoti discendenti di Levi poiché l’Eterno, il tuo Signore, li ha prescelti per servirLo e per impartire la benedizione nel nome dell’Eterno. Sul loro verdetto si dovrà basare ogni disputa e ogni [caso di] lesione. 6 Tutti gli anziani di quella città che sono i più vicini al cadavere si dovranno lavare le loro mani sulla giovenca decapitata nel torrente.
7 Essi proclameranno e diranno: “Le nostre mani non hanno versato questo sangue e i nostri occhi non hanno visto [questo crimine]". 8 [Il sacerdote dirà:] “Perdona il tuo popolo Israele che Tu, Eterno, hai liberato. Non lasciare [un peccato di] sangue innocente nel mezzo del tuo popolo Israele". E quel sangue sarà loro perdonato. 9 Tu dovrai estirpare [lo spargimento di] sangue innocente di mezzo a te perché farai quello che è retto agli occhi dell’Eterno.
| Sefer Devarìm |
| vv. 20, 10 - 21, 9 |
Voce di Moise Levy |
“...non accettare doni di corruzione, perché il dono di corruzione rende ciechi gli occhi dei saggi ...”(Devarìm 16, 19). Nella Parashà di Mishpatìm (Shemòt 23, 8) è menzionato il divieto di prendere denaro o doni di corruzione “...non accetterai un dono di corruzione, perché il dono di corruzione rende ciechi anche gli occhi degli assennati e corrompe le parole ….” Ci fa notare il grande Rabbì Eliahù di Vilna, conosciuto come il Gàòn di Vilna, che il giudice che siede a giudicare il suo prossimo deve avere due buone qualità. 1) Che sia Chachàm - saggio, esperto della legge e delle norme giuridiche. 2) che sia Pichèàch - assennato, che abbia una comprensione ed una conoscenza delle norme e delle procedure commerciali e del comportamento degli uomini. Quindi la Torà sottolinea il fatto che la corruzione faccia divenir ciechi gli occhi dei saggi e degli assennati. E colui che giudica essendo stato corrotto pecca sia verso il suo prossimo sia verso Dio.
| Tallit e Tefillin: | 4.54 |
| Hanetz HaChama: | 6.23 |
| Termine lettura Shema: | 8.51 |
| Mincha Ghedola: | 14.02 |
| Tramonto: | 20.32 |
| Tre stelle: | 21.11 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 10 - 17 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 206, 7 |
| Se giunge di Shabbàt la notizia di un decesso già avvenuto da tempo |
NEGATIVA 107 Non sostituire degli animali consacrati per un tipo di offerta con altri destinati a offerte differenti
Nessuno lo potrà consacrare
(Vaikrà 27, 26) [356].
POSITIVA 107 Impurità rituale derivante dal contatto diretto o indiretto con un morto
Quando un uomo muoia in una tenda, chiunque entri nella tenda… sarà impuro
(Bemidbàr 19, 14) [398].