24 Un fuoco uscì da davanti all’Eterno e arse [ciò che si trovava] sull’altare: l’olà e le parti grasse. Tutto il popolo vide e, per la gioia, [tutti] cantarono lodi e si prostrarono con la faccia a terra.
10 1 I figli di Aronne, Nadàv e Avihù, presero ciascuno il proprio braciere, vi misero dentro del fuoco, posero dell’incenso su di esso e presentarono dinanzi all’Eterno un fuoco non conforme, che l’Eterno non aveva loro ordinato. 2 [Per il loro comportamento illecito] dall’Eterno uscì un fuoco e li divorò ed essi morirono dinanzi all’Eterno. 3 Mosè disse ad Aronne: «Questo è ciò di cui parlò l’Eterno dicendo così: “Io sarò santificato tramite quelli che Mi sono vicini [prediletti] e sarò glorificato alla presenza di tutto il popolo"». Aronne rimase in silenzio. 4 Mosè chiamò Mishaèl ed Eltzafàn, figli di Uzièl zio di Aronne, e disse loro: «Avvicinatevi, portate [via] i [corpi dei] vostri fratelli che si trovano dinanzi al santuario, fin fuori dall’accampamento». 5 Essi si avvicinarono e li portarono via nelle loro tuniche fino all’esterno dell’accampamento, così come aveva detto Mosè. 6 Mosè disse ad Aronne, ad Eleazàr e a Itamàr, suoi figli: [149] «Non lasciatevi crescere [i capelli in segno di lutto sulle] vostre teste [150] né strappate i vostri vestiti, affinché non moriate [in conseguenza di ciò] ed Egli si adiri con tutta la comunità; i vostri fratelli invece, tutta la casa d’Israele, piangeranno per la distruzione operata tramite il fuoco dall’Eterno. 7 [151] Non uscite dalla porta della tenda del convegno così da non morire, perché l’olio dell’unzione dell’Eterno è sopra di voi». Essi fecero come Mosè aveva detto.
8 L’Eterno parlò ad Aronne dicendo: 9 [152] «Quando dovrete entrare nella tenda del convegno, non berrete vino o liquore né tu né i tuoi figli con te, così che non moriate. È norma perenne per tutte le vostre generazioni, 10 così [che possiate] distinguere tra il [servizio prestato in modo] sacro e quello profano [reso tale da un comportamento improprio], tra quello impuro e quello puro; 11 e [solo se sobri, possiate] insegnare ai figli d’Israele tutti gli statuti che l’Eterno ha comandato loro per mezzo di Mosè».
| Sefer Vaikrà |
| vv. 9, 24 - 10, 11 |
Voce di Moise Levy |
Secondo una linea interpretativa, la costruzione del Mishkàn e il culto dei sacrifici furono ordinati da Dio al popolo ebraico per espiare la grave colpa del vitello d’oro, della quale si era macchiato poco dopo la promulgazione della Torà. In questo modo, il popolo si sarebbe prima avvicinato a Dio portando i materiali e le offerte per costruire il Mishkàn e poi, attraverso i vari tipi di sacrifici che venivano presentati ogni giorno, si sarebbe avvicinato ancora di più a Dio e avrebbe santificato la sua vita spirituale. Secondo il grande commentatore italiano Rabbì Ovadià Sforno, le regole dell’alimentazione “Kashrùt” e dell’impurità “Tum’à” furono anch’esse comandate al popolo per santificare la vita materiale; questa interpretazione si basa sui versi finali di questa Parashà che seguono immediatamente le regole della kashrùt e dell’impurità, nei quali è scritto: “... e vi sforzerete di essere santi, e sarete santi, perché Santo sono Io ...” (Vaikrà 11,44) e sulla tradizione dei Maestri che chiamano il corpo di ogni ebreo Mikdàsh me’àt - un piccolo santuario.
| Tallit e Tefillin: | 5.47 |
| Hanetz HaChama: | 7.06 |
| Termine lettura Shema: | 9.19 |
| Mincha Ghedola: | 13.59 |
| Tramonto: | 19.49 |
| Tre stelle: | 20.25 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 69 - 71 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 119, 6 |
| Chi abbia difficoltà a masticare la matzàh |
POSITIVA 168 Abitare in una sukkà durante la festa di Sukkòt
E voi dimorerete nelle capanne per sette giorni
(Vaikrà 23, 42) [325].