La Torà del giorno: Sheminì (6)

11 1 L’Eterno parlò a Mosè e ad Aronne dicendo loro: 2 «Parlate ai figli d’Israele dicendo: [153] “Questi sono gli [animali] viventi che potete mangiare tra tutto il bestiame che è sulla terra. 3 Tra il bestiame, tutto [quello] che abbia lo zoccolo spezzato con l’unghia divisa [fino in fondo] e che rumini [il cibo ingerito] quello lo potrete mangiare. 4 [154] Ma tra [gli animali] che ruminano e che hanno lo zoccolo spezzato questi non [li] mangerete: il cammello, perché è ruminante, ma non ha lo zoccolo spezzato, è impuro per voi; 5 il coniglio, perché è ruminante, ma non ha lo zoccolo spezzato, è impuro per voi; 6 la lepre, perché è un ruminante, ma non ha lo zoccolo spezzato, è impura per voi; 7 il maiale, perché ha lo zoccolo spezzato e l’unghia divisa [in due], ma non è ruminante, è impuro per voi. 8 [Malgrado abbiano un segno di purità] non mangerete della loro carne e non toccherete la loro carcassa: sono impuri per voi. 9 [155] Questo mangerete tra tutto ciò che [vive] nell’acqua: tutto quello che nell’acqua, nei mari e nei fiumi, ha pinne [per nuotare] e squame, quelli li potrete mangiare; 10 e ogni [animale] che non ha pinne e squame, nel mare e nei fiumi, tra tutto ciò che si muove nell’acqua e tra ogni essere vivente che [si trova] nell’acqua, per voi è [da considerare] ripugnante. 11 Saranno ripugnanti per voi; [156] non potrete mangiare la loro carne [ma il resto sì] e considererete ripugnante la loro carcassa. 12 Tutto ciò che nell’acqua non ha pinne e squame è ripugnante per voi. 13 E, tra i volatili, questi considererete abominevoli e [157] non si potranno mangiare [in quanto] essi sono ripugnanti: il nèsher~l’aquila, il pères~l’aquila marina e l’oznià~l’aquila nera, 14 e il daàh~il nibbio e l’ayàh~il falcone nelle sue varietà, 15 ogni orèv~corvo nelle sue varietà, 16 il bat hayanà~lo struzzo, il takhmàs~il merlo, il shàkhaf~il gabbiano e il nèz~lo sparviero nelle sue varietà, 17 la kòs~la civetta, il shalàch~il cormorano e il yanshùf~il gufo, 18 il tinshèmet~il pipistrello, il kaàt~il cuculo e il rachàm~l’avvoltoio, 19 la khasidà~la cicogna [e] l’ anafà~il pappagallo nelle sue varietà, la duchifàt~l’upupa e l’athalèf~la nottola. 20 Considererete ripugnante per voi ogni insetto [provvisto di] ali che cammina su quattro [zampe]. 21 [158] Tuttavia, questi [sono quelli che] potrete mangiare tra tutti gli insetti con ali che camminano su quattro [zampe]: quelli che hanno zampe [accessorie situate vicino al collo] al di sopra delle loro zampe [normali] per saltare con esse sul terreno. 22 Di essi, potrete mangiare i seguenti: l’arbè~la locusta nelle sue varietà, la sol’àm~la cavalletta nelle sue varietà, il khargòl~il grillo nelle sue varietà e il khagàv~l’acride nelle sue varietà. 23 Ogni insetto alato che ha quattro zampe è per voi ripugnante. 24 Per mezzo di questi [animali, toccandoli] diventerete impuri; chiunque tocchi la loro carcassa sarà impuro fino alla sera 25 e chiunque trasporti [anche] parte della loro carcassa dovrà lavare i suoi abiti e sarà impuro fino a sera. 26 Ogni animale che ha lo zoccolo spezzato, ma non ha l’unghia [interamente] divisa e non è ruminante è impuro per voi; chiunque li tocchi diventerà impuro. 27 Tra tutti gli animali viventi che vanno a quattro zampe ogni [animale] che cammina sulle sue piante [dei piedi, come i cani e i gatti] è impuro per voi [non solo da mangiare]; chiunque tocchi la loro carcassa sarà impuro fino alla sera. 28 Chiunque trasporti la loro carcassa dovrà [anche] lavare i propri abiti e sarà impuro fino a sera; essi sono impuri per voi.

29 [159] Questi, tra i piccoli animali che brulicano sul terreno, sono impuri per voi: il khòled~la donnola, l’akhbàr~il sorcio e il tzàv~il rospo nelle sue varietà, 30 l’ anakà~riccio, la kòach~talpa, la letaàh~la lucertola, la khòmet~la lumaca e il tinshèmet~la talpa. 31 Tra i piccoli [animali] questi che brulicano sono impuri per voi; chiunque li tocchi una volta morti sarà impuro fino alla sera. 32 Ogni oggetto, come recipienti di legno o indumenti oppure oggetti di pelle o [di tela] di sacco, qualsiasi tipo di recipiente [idoneo] per compiere un lavoro su cui cada una qualunque parte di essi quando sono morti, deve essere immerso nell’acqua e sarà impuro fino a sera e [poi, con il tramonto del sole] tornerà a essere puro.

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 11, 1 - 11, 32

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

Secondo una linea interpretativa, la costruzione del Mishkàn e il culto dei sacrifici furono ordinati da Dio al popolo ebraico per espiare la grave colpa del vitello d’oro, della quale si era macchiato poco dopo la promulgazione della Torà. In questo modo, il popolo si sarebbe prima avvicinato a Dio portando i materiali e le offerte per costruire il Mishkàn e poi, attraverso i vari tipi di sacrifici che venivano presentati ogni giorno, si sarebbe avvicinato ancora di più a Dio e avrebbe santificato la sua vita spirituale. Secondo il grande commentatore italiano Rabbì Ovadià Sforno, le regole dell’alimentazione Kashrùt e dell’impurità Tumà furono anch’esse comandate al popolo per santificare la vita materiale; questa interpretazione si basa sui versi finali di questa Parashà che seguono immediatamente le regole della kashrùt e dell’impurità, nei quali è scritto: ... e vi sforzerete di essere santi, e sarete santi, perché Santo sono Io ... (Vaikrà 11,44) e sulla tradizione dei Maestri che chiamano il corpo di ogni ebreo Mikdàsh meàt - un piccolo santuario.

Venerdì 23 Nisan 5786 - 10 Aprile 2026
Tallit e Tefillin: 5.24
Hanetz HaChama: 6.47
Termine lettura Shema: 9.05
Mincha Ghedola: 13.57
Accensione delle candele: 19.44
Fine Shabbat o Yom Tov: Sabato 11-4-2026 alle 20.46
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 108 - 112

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 76, 23
Se si sbaglia nella benedizione conclusiva 

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Le Mitzvot del giorno

POSITIVA 59 Suonare le trombe dentro il Santuario

E quando verrete a guerra… suonerete a strepito le vostre trombe… (v. 10) e nel giorno della vostra gioia e nelle vostre ricorrenze e nei capi mese suonerete le trombe

(Bemidbàr 10, 9-10) [384].