La Torà del giorno: Emòr (7)

24 1 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 2 «Comanda ai figli d’Israele che prendano [e portino] a te olio puro da illuminazione [ottenuto da] spremitura d’oliva, per tenere costantemente accesa la lampada. 3 Aronne la preparerà al di fuori della cortina [antistante l’arca] della Testimonianza, nella tenda del convegno, [così che bruci] dalla sera fino al mattino dinanzi all’Eterno senza interruzione. [Questo sarà] un decreto perenne per le vostre generazioni. 4 Sulla menorà [d’oro] puro egli disporrà i lumi [così che brucino] senza interruzione dinanzi all’Eterno.

5 Tu prenderai del fior di farina e ne cuocerai dodici pani; ciascun pane sarà [fatto] di due decimi [di efà di farina]. 6 Li disporrai su due pile, sei in ciascuna pila, sulla tavola [d’oro] puro dinanzi all’Eterno. 7 Su [ciascuna] pila metterai dell’olibano puro e [questo olibano] sarà sul pane come memoriale, un’offerta all’Eterno [da ardere col] fuoco. 8 Ciascun giorno di Shabbàt si disporranno [i pani] dinanzi all’Eterno [per rimanervi] continuamente, [da parte] dei figli d’Israele come patto eterno; 9 [questa minkhà] apparterrà ad Aronne e ai suoi figli; essi lo mangeranno [il pane] in un luogo sacro, perché [è cibo] santissimo tra le offerte [in onore] dell’Eterno [da ardere col] fuoco, un decreto perpetuo».

10 Ora, il figlio di una donna israelita che era figlio dell’egiziano [ucciso da Mosè] uscì in mezzo ai figli d’Israele, e questo figlio della donna israelita e l’uomo d’Israele si misero a litigare [a proposito] dell’accampamento. 11 Il figlio della donna israelita pronunciò chiaramente il Nome e lo bestemmiò, e allora fu condotto da Mosè. Il nome di sua madre era Shelomìt figlia di Divrì, della tribù di Dan. 12 Lo misero sotto sorveglianza per [permettere che la sentenza] venisse spiegata dalla parola dell’Eterno.

13 L’Eterno parlò a Mosè dicendo così: 14 «Conduci quel bestemmiatore all’esterno dell’accampamento; tutti quelli che lo hanno udito poseranno le loro mani sulla sua testa e tutta la comunità lo lapiderà. 15 Parlerai ai figli d’Israele dicendo così: “Chiunque bestemmi il suo Signore porterà il [peso del] proprio peccato. 16 Colui che pronuncia chiaramente il nome dell’Eterno [bestemmiandolo] dovrà essere messo a morte e tutta la comunità lo lapiderà, i proseliti come i nativi [del paese]; se ha pronunciato il Nome, dovrà essere messo a morte.

17 Se un uomo uccide un essere umano dovrà essere messo a morte. 18 Chi colpisce a morte un animale dovrà ripagarlo: [il valore di] un animale per un animale. 19 Se qualcuno causa una lesione al suo prossimo, gli si dovrà far [pagare un risarcimento in denaro per] ciò che egli ha causato [all’altro]. 20 Una frattura per una frattura, un occhio per un occhio, un dente per un dente, gli si imporrà [il pagamento di un risarcimento secondo] la stessa lesione che egli ha procurato alla persona.

21 Chi colpisce un animale [e lo danneggia] pagherà per esso. Chiunque colpisce un uomo [e lo ferisce, e qui ci si riferisce ai genitori] sarà messo a morte. 22 Avrete una sola legge: così come è per lo straniero sarà per i nativi [di Israele], poiché Io sono l’Eterno, il vostro Signore"». 23 Mosè disse [tutto ciò] ai figli di Israele. Così essi portarono fuori dall’accampamento colui che aveva bestemmiato e lo lapidarono. I figli di Israele fecero come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 24, 1 - 24, 23

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

Egli prenda in sposa una donna vergine... (Vaikrà 22, 32). Il grande commentatore della Torà Rabbì Yakòv ben ‘Ashèr, conosciuto come Baàl ha - Turìm, scrive a proposito di questo verso: “La parola vehù - egli, con cui inizia questo verso, ha come valore numerico 18”. Da questo i Maestri imparano che bisognerebbe sposarsi a 18 anni. Così come è riportato a nome di Ben Bagh Bagh nel Pirkè Avòt - Massime dei Padri (Cap. 5, 22): A diciotto anni per il matrimonio. E così diceva re David nei Salmi (Cap. 19, 6) Egli è come uno sposo che esce dalla sua stanza nuziale. I Maestri hanno fatto notare inoltre, che il 33° giorno dell’òmer capita sempre nella data ebraica del 18 di Iyàr, giorno particolare in cui vengono celebrati molti matrimoni, più che in ogni altro giorno dell’anno.

Sabato 15 Iyyar 5786 - 2 Maggio 2026
Tallit e Tefillin: 4.41
Hanetz HaChama: 6.11
Termine lettura Shema: 8.40
Mincha Ghedola: 13.56
Tramonto: 20.30
Tre stelle: 21.10
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 77 - 78

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AUDIO
Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 85, 4
Chi abita nelle vicinanze può mettere in salvo qualcosa? 

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Le Mitzvot del giorno

NEGATIVA 340 Non unirsi con una sorella del padre

Non ti comportare in modo sconveniente con la sorella di tuo padre

(Vaikrà 18, 12) [197].

NEGATIVA 341 Non unirsi con la sorella della madre

Non ti comportare in modo sconveniente con la sorella di tua madre

(Vaikrà 18, 13) [198].

NEGATIVA 342 Non unirsi con la moglie del fratello del padre

Non ti comportare in modo sconveniente con sua moglie: lei è tua zia

(Vaikrà 18, 14) [200].

NEGATIVA 343 Non unirsi con la moglie di un figlio

Non ti comportare in modo sconveniente con tua nuora

(Vaikrà 18, 15) [201].

NEGATIVA 344 Non unirsi con la moglie di un fratello

Non ti comportare in modo sconveniente con tua cognata

(Vaikrà 18, 16) [202].

NEGATIVA 345 Non unirsi con due sorelle quando entrambe siano viventi

Non prenderai una donna insieme a sua sorella

(Vaikrà 18, 18) [206].