La Torà del giorno: Nòakh (1)

9 Queste sono le discendenze di Noè. Noè era un uomo giusto, integro tra i suoi contemporanei. Noè camminava con il Signore. 10 Noè generò tre figli: Sem, Kham e Jàfet. 11 La terra si era corrotta dinanzi al Signore e la terra era colma di violenza. 12 Il Signore guardò la terra ed ecco che era corrotta perché ogni [essere di] carne aveva pervertito la propria condotta sulla terra.

13 Allora il Signore disse a Noè: «È giunta fino a Me la fine di tutti gli uomini perché la terra si è colmata di violenza a causa loro. Ecco, Io li distruggerò [insieme] con la terra. 14 Fatti un’arca di legno di cipresso. Farai l’arca in scomparti [separati per uomini e bestie] e la spalmerai con catrame all’interno e all’esterno. 15 Questa [la descrizione di] come la farai: la lunghezza dell’arca sarà di trecento ammòt, la sua larghezza di cinquanta ammòt e la sua altezza trenta ammòt. 16 All’arca farai un lucernario e la completerai verso l’alto, per un’ammà, [in modo spiovente]; alla sua fiancata metterai la porta dell’arca. La farai a strati [sovrapposti]: inferiore [per i rifiuti], secondo [per gli animali] e terzo [per gli uomini]. 17 Ecco che Mi accingo a mandare un diluvio, cioè le acque sulla terra, per distruggere da sotto i cieli ogni [essere di] carne, nel quale vi sia un alito di vita. Tutto ciò che è sulla terra morirà. 18 Ma con te Io stabilirò il Mio patto e tu entrerai nell’arca: tu, i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te. 19 Di tutti i viventi, di ogni [essere di] carne, ne porterai nell’arca [almeno] due di ciascuno per conservarli in vita insieme a te. Dovranno essere maschio e femmina. 20 Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di ogni rettile della terra secondo la propria specie, due di ognuno verranno da te perché tu li conservi in vita. 21 Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo commestibile e raccoglilo presso di te. Esso sarà di alimento per te e per loro». 22 Noè fece [l’arca] così. Tutto quello che il Signore gli aveva ordinato, egli lo fece.

La Torà cantata
Sefer Bereshìt
vv. 6, 9 - 6, 22

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

“E il Signore scese a vedere” (Bereshìt, 6, 5). Il grande commentatore italiano Rabbì Ovadià Sforno, commenta questo verso dicendo che l’espressione “scendere per vedere” è applicata da Dio, quando la cosa di cui si parla non è in quel momento ancora meritevole di castigo. Ma lo sarà alla fine per la degradazione della cosa stessa. Questo è il caso del ben sorer hu - morè – figlio testardo e ribelle (Devarim, 21, 18 - 21) di cui hanno scritto i nostri Maestri nel Talmud (TB Sanedrìn 72a): “La Torà è scesa nel profondo della sua conoscenza”, vale a dire che la Torà lo ha capito fino in fondo. Ed è così anche nel caso di Sodoma, dove è scritto (Bereshìt, 18, 21): “Voglio scendere a vedere”. Infatti dice Rabbì Ovadià che la loro malvagità non era maggiore di quella degli altri popoli, tanto da venir puniti in questa vita, se non per la crudeltà verso i poveri, ma questa portò alla fine ad una degradazione totale, come è scritto: (Ez. 16, 49) “Ecco questa fu l’iniquità di Sodoma tua sorella…. che non stese la mano al povero e all’indigente”.

Domenica 30 Tishri 5787 - 11 Ottobre 2026
Tallit e Tefillin: 6.24
Hanetz HaChama: 7.33
Termine lettura Shema: 9.31
Mincha Ghedola: 13.37
Tramonto: 18.46
Tre stelle: 19.21
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 145 - 150

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 5, 9
Feci che si trovino dove prega il pubblico 

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Le Mitzvot del giorno

NEGATIVA 247 Non trattenere il denaro di qualcuno

Non dovrai defraudare il tuo compagno

(Vaikrà 19, 13) [228].