33 1 Questa è la benedizione con cui Mosè, uomo del Signore, benedisse i figli di Israele [appena] prima della sua morte. 2 Egli disse: «L’Eterno è venuto dal Sinài, splendette per loro da Seìr, si mostrò [loro] dal monte Paràn e venne con alcune delle sacre miriadi; alla Sua destra il fuoco della legge [Torà] per loro. 3 Egli mostra affetto per [tutti] i popoli; tutti i suoi consacrati sono [custoditi] nelle Tue mani perché essi, raccolti ai Tuoi piedi, accettarono su se stessi [il giogo] delle Tue parole. 4 La Torà che ci ha ordinato Mosè è un’eredità dell’assemblea di Giacobbe. 5 Egli [l’Eterno] fu re in Yeshurùn ogni volta che i capi del popolo si sono radunati e le tribù di Israele erano tutte assieme [concordi]. 6 Possa Ruben vivere e non morire; possa la sua gente essere inclusa nel conteggio».
7 Lo stesso [avvenga] per Giuda. [Mosè] disse: «Ascolta, o Eterno, la voce di Giuda e poi riconducilo verso il suo popolo. Le sue mani combattano per lui e possa Tu essere un sostegno per lui contro i suoi avversari».
| Sefer Devarìm |
| vv. 33, 1 - 33, 7 |
Voce di Moise Levy |
“... Queste sono le miriadi di Efràim e queste le migliaia di Menashé…”(Devarìm 33, 17). Il grande Rabbì Eliahù di Vilna, conosciuto come il Gàòn di Vilna, dice a proposito di questo verso: “La Torà sottolinea “le miriadi di Efràim” e “le migliaia di Menashé” perché nel momento in cui Yakòv ha benedetto Efraìm e Menashé, nella Parashà di Vayhì, ha invertito le sue mani ponendo la sua destra sulla testa di Efraìm e la sua sinistra sulla testa di Menashé. Ed è per questo che le Scritture dicono: “mille cadranno al tuo fianco [sinistro] e miriadi alla tua destra...” (Salmi 91, 7)”.
| Tallit e Tefillin: | 5.51 |
| Hanetz HaChama: | 7.07 |
| Termine lettura Shema: | 9.16 |
| Mincha Ghedola: | 13.47 |
| Accensione delle candele: | 19.08 |
| Fine Shabbat o Yom Tov: | Lunedì 21-9-2026 alle 20.05 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 49 - 54 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 135, 13 |
| Occorre recitare la bendizione in ogni Sukkà in cui si entri |
POSITIVA 107 Impurità rituale derivante dal contatto diretto o indiretto con un morto
Quando un uomo muoia in una tenda, chiunque entri nella tenda… sarà impuro
(Bemidbàr 19, 14) [398].