La Torà del giorno: Vayerà (4)

21 [L’angelo] gli disse: «Ecco, ti ho innalzato [in considerazione] anche a questo riguardo e non distruggerò la città di cui hai parlato. 22 Rifugiati presto là, perché non posso fare nulla finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Tzòar [insignificante]. 23 Quando Lot giunse a Tzòar il sole spuntava sulla terra. 24 [Allora] l’Eterno fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco provenienti dall’Eterno. 25 Il Signore rovesciò le città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e tutto quanto cresceva a terra. 26 Sua moglie guardò alle sue spalle [di Lot] e divenne una statua di sale. 27 Abramo si alzò presto [per tornare] al luogo dove in precedenza era stato alla presenza dell’Eterno; 28 scrutò in direzione di Sodoma e Gomorra e in direzione di tutto il territorio della pianura e vide che dalla terra saliva un fumo denso come il fumo di una fornace. 29 Quando il Signore distrusse le città della pianura, il Signore si ricordò di Abramo e quando distrusse le città in cui abitava Lot mandò via Lot da mezzo dello sconvolgimento.

30 Lot partì da Tzòar e risedette in montagna, e le sue due figlie vivevano con lui perché aveva timore di vivere a Tzòar. Egli viveva in una caverna insieme alle sue due figlie. 31 La primogenita disse alla giovane: «Nostro padre è vecchio e non è [rimasto] nessuno al mondo che possa unirsi con noi secondo l’uso di tutta la terra. 32 Facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così da far vivere il seme [proveniente] da nostro padre». 33 Quella sera esse fecero bere del vino al loro padre; la primogenita entrò e si coricò con suo padre, il quale non si accorse di quando ella si era coricata e poi rialzata. 34 Il giorno successivo la primogenita disse alla giovane: «Ieri mi sono coricata con mio padre. Facciamogli bere del vino anche questa sera e tu vai a coricarti con lui, in modo da dare vita al seme [proveniente] da nostro padre». 35 Anche quella sera fecero bere vino al loro padre; la giovane si alzò e andò a coricarsi con lui e lui non si accorse di quando ella si era coricata e poi rialzata. 36 Così le due figlie di Lot divennero gravide del loro padre. 37 La primogenita partorì un figlio e gli diede nome di Moàv. Fino a oggi, egli è il padre dei moabìti. 38 Anche la giovane partorì un figlio e lo chiamò Ben Ammì. Fino a oggi, egli è il padre degli ammonìti.

20 1 Abramo partì di là dirigendosi verso sud e visse tra Kadèsh e Shùr abitando come straniero in Gheràr. 2 Abramo disse riguardo a sua moglie Sara: « È mia sorella». Avimèlech, re di Gheràr, mandò [degli incaricati] e prese Sara. 3 Il Signore venne di notte in un sogno da Avimèlech e gli disse: «Ecco, tu morirai a causa della donna che hai preso perché è una donna sposata». 4 Ma Avimèlech non si era [ancora] avvicinato a lei e disse: «Mio Signore, faresti morire una nazione anche se è innocente? 5 Non mi ha forse detto lui stesso: “Lei è mia sorella"? e anche lei mi ha confermato: “Lui è mio fratello"! Io ho fatto ciò senza malizia e ho le mani [ancora] pulite». 6 Nel sogno il Signore gli disse: «Io pure so che hai agito senza malizia [ma non vantarti di avere le mani pulite perché sono Io che] ti ho anche impedito di peccare contro di Me; questo è il motivo per cui non ti ho permesso di toccarla. 7 Ora restituisci la donna di quell’uomo perché è un profeta [e sa che non l’hai toccata; pertanto] egli pregherà per te e tu continuerai a vivere. Sappi che se tu non la restituissi moriresti di certo, tu con tutti i tuoi». 8 Avimèlech si levò presto al mattino, chiamò tutti i suoi servi e riferì alle loro orecchie tutte queste cose, e le persone ne furono molto intimorite. 9 Allora Avimèlech mandò a chiamare Abramo e gli disse: «Che cosa ci hai fatto e che male ti ho fatto io, per aver portato su di me e sul mio popolo una colpa così grande? Mi hai fatto [capitare] delle cose che non si fanno!». 10 Avimèlech disse [ancora] ad Abramo: «A cosa miravi facendo una cosa del genere?». 11 Abramo disse: «[Il fatto è] che mi sono detto: “In questo luogo non c’è timore del Signore e mi uccideranno per [poter prendere] mia moglie". 12 E in verità lei è mia sorella, figlia di mio padre ma non figlia di mia madre, ed è diventata mia moglie. 13 Quando il Signore mi fece andar via [nomade] dalla casa di mio padre, io le dissi: “Questa è la cortesia che mi dovrai fare, che in ogni luogo in cui arriveremo [riferendoti] a me devi dire: È mio fratello"».

14 Avimèlech prese greggi e bestiame, servi e serve e li diede ad Abramo, e gli restituì sua moglie Sara. 15 Avimèlech disse: «Ecco, hai davanti a te il mio paese: risiedi pure dove ti sembra meglio». 16 A Sara egli disse: «Ecco, a tuo fratello [dono] mille pezzi d’argento. Considera questo un risarcimento per [l’offesa ricevuta dai miei] occhi nei confronti di tutti i quelli che ti sono vicino e per chiunque altro a cui ti capiti di rivolgerti». 17 Abramo pregò il Signore e il Signore guarì Avimèlech, sua moglie, le sue schiave e costoro poterono nuovamente partorire 18 perché l’Eterno aveva chiuso ogni grembo [del corpo] nella famiglia di Avimèlech a causa di Sara, la moglie di Abramo.

21 1 L’Eterno si ricordò di Sara, di come aveva parlato [riguardo il concepimento] e l’Eterno fece a Sara come aveva detto; 2 ella concepì e partorì ad Abramo un figlio nella sua vecchiaia, proprio nel periodo che gli aveva detto. 3 Abramo chiamò il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito, con il nome Isacco. 4 Quando ebbe otto giorni Abramo circoncise suo figlio Isacco, come l’Eterno gli aveva ordinato.

La Torà cantata
Sefer Bereshìt
vv. 19, 21 - 21, 4

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

“…gli disse: prendi il tuo figlio, il tuo unico, quello che ami, Itzhak, e và alla terra di Moriyàh…”(Bereshìt 22, 2). Ha detto l’Admor Rabbì Chaìym di Tzanz: Due monti sono particolarmente importanti per il popolo d’Israele, dove sono avvenuti due eventi fondamentali della nostra storia. Uno è il monte Moriyàh, dove nostro padre Avraham stava per sacrificare suo figlio Itzhak a Dio, superando la prova più difficile della sua vita. Il secondo è il monte Sinai sul quale è stata donata la Torà. Ed ecco che ci sorprende vedere che il Bet ha - Mikdash - il Santuario non è stato edificato sul monte Sinai, il monte della Torà, bensì sul monte Moriyàh, il monte della akedà - sacrificio. Questo perché? Perché ciò che è veramente importante per noi è la messirut nefesh – la dedizione assoluta, ed è per questo che ai tempi dei Patriarchi il monte Moriyàh è stato consacrato.

Mercoledì 17 Heshvan 5787 - 28 Ottobre 2026
Tallit e Tefillin: 5.52
Hanetz HaChama: 6.56
Termine lettura Shema: 8.45
Mincha Ghedola: 12.32
Tramonto: 17.17
Tre stelle: 17.54
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 83 - 87

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 12, 11
Come comportarsi recandosi ed entrando nel Tempio 

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Le Mitzvot del giorno

NEGATIVA 251 Non dire cose che possono offendere o imbrogliare altre persone

Non vi ingannerete, l’uno con l’altro, e temerai il tuo Signore

(Vaikrà 25, 17) [338].