19 La terra [allora] darà i suoi frutti, ne mangerete a sazietà e abiterete tranquilli su di essa [senza temere la siccità]. 20 Se voi direte [domanderete]: Che cosa mangeremo nel settimo anno, visto che non possiamo seminare né raccogliere [in casa] il nostro prodotto? 21 Nel sesto anno Io disporrò [che] la Mia benedizione [venga] su di voi ed essa fornirà prodotto [sufficiente] per tre anni. 22 Nell’ottavo anno seminerete, mentre fino a [Succòt del] nono anno mangerete ancora del vecchio raccolto; mangerete del vecchio [raccolto] fino all’arrivo del suo [nuovo] raccolto. 23 [339] La terra non si potrà vendere per sempre, perché la terra appartiene a Me [e] perché rispetto a Me voi siete come stranieri e abitanti temporanei. 24 [340] In tutte le vostre proprietà fondiarie, pertanto, concederete alla terra il [diritto al] riscatto.
25 Se tuo fratello dovesse impoverirsi e vendere parte del suo possesso fondiario [in campagna], un suo parente stretto dovrà venire a riscattare ciò che suo fratello ha venduto. 26 Ma se qualcuno non ha chi [sia in grado] di riscattare e riesce a procurarsi i mezzi economici, e ne trova [a sufficienza] per riscattare il suo [possesso fondiario], 27 [allora] egli calcolerà le annate [di raccolto] per le quali ha effettuato la sua vendita, restituirà a colui al quale l’ha venduta quanto rimane [deducendo dal prezzo di vendita il valore degli anni goduti] e tornerà in possesso del proprio terreno. 28 E se non dovesse trovare mezzi sufficienti per rientrarne [interamente] in possesso, ciò che ha venduto rimarrà in possesso di chi lo ha comprato fino all’anno del giubileo. Al giubileo [chi l’ha comprato] andrà via e [il terreno] ritornerà di sua proprietà.
| Sefer Vaikrà |
| vv. 25, 19 - 25, 28 |
Voce di Moise Levy |
“I miei sabati osserverete…” (Vaikrà 26, 2). Si domanda il grande Kabbalista Rabbì Cayìm ben ‘Attar, conosciuto per il suo commento come ‘Or ha - Chayìm ha - Kadòsh, per quale motivo la Torà ripete ancora una volta la mitzvà della shemiràt Shabbat - il precetto dell’osservanza dello Shabbat, visto che questo è già stato ripetuto diverse volte nella Torà. L’Or ha - Chayìm sostiene che la Torà stessa abbia voluto accostare il precetto dell’osservanza dello Shabbat al precetto che è nel verso precedente: “non vi farete idoli”. Ciò per insegnarci che: come il divieto di fare idolatria è considerato equivalente alla trasgressione di tutta la Torà, così come è riportato nel Talmùd (Kiddushìn 40a): “Colui che nega l’idolatria è come se riconoscesse tutta la Torà”. Il Precetto dello Shabbat è anch’esso considerato equivalente all’osservanza di tutta la Torà. Così com’è scritto nel Talmùd di Gerusalemme (Berachot 1 - 5): “Lo Shabbat da solo vale come tutte le altre mitzvòt”.
| Tallit e Tefillin: | 4.36 |
| Hanetz HaChama: | 6.07 |
| Termine lettura Shema: | 8.37 |
| Mincha Ghedola: | 13.56 |
| Tramonto: | 20.33 |
| Tre stelle: | 21.12 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 83 - 87 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 87, 7 |
| Far uscire animali con fili legati addosso |
NEGATIVA 352 Non unirsi con il fratello del padre
Non ti comporterai in modo indecoroso con il fratello di tuo padre
(Vaikrà 18, 14) [199].
NEGATIVA 347 Non unirsi con una donna sposata
Non commettere adulterio
(Shemòt 20, 13) [35].
NEGATIVA 346 Non toccare una donna niddà ~ mestruata
Non ti avvicinerai a una donna quando è impura in quanto niddà(Vaikrà 18, 19) [207].