La Torà del giorno: Beshallàkh (6)

11 L’Eterno parlò a Mosè dicendo: 12 «Ho udito le proteste dei figli di Israele. Parla a loro e di’: “Verso sera voi mangerete carne e al mattino sarete sazi di pane; vi renderete conto che Io sono l’Eterno, il vostro Signore"». 13 Era sera quando le quaglie si levarono [in volo] e ricoprirono l’accampamento. Al mattino tutto attorno all’accampamento c’era uno strato di rugiada. 14 [Quando] si levò lo strato di rugiada ecco che sulla superficie del deserto [apparve una cosa simile a] sottili scaglie, sottili come brina sul terreno. 15 I figli di Israele la videro e dissero l’un l’altro: «È un cibo» perché essi non sapevano [esattamente] che tipo [di alimento] fosse. Mosè disse loro: «Questo è il pane che l’Eterno vi ha dato da mangiare. 16 Questo è quanto l’Eterno ha ordinato: “Raccoglietene ciascuno a seconda di quanto ognuno prevede di mangiarne, un òmer per persona, secondo il numero delle persone [della vostra famiglia]; ciascun uomo ne prenda per quelli che sono nella sua tenda"». 17 I figli di Israele fecero così: essi la raccolsero, chi di più chi di meno. 18 [Tuttavia] quando la misurarono con un òmer, chi ne aveva raccolta di più non risultò averne troppa e chi ne aveva preso di meno non ne risultò carente; ciascuno ne aveva raccolto esattamente secondo quanto ne avrebbe potuto mangiare. 19 Mosè disse loro: «Nessuno ne avanzi fino al mattino». 20 Essi non diedero ascolto a Mosè e alcune persone [Datàn e Aviràm, ne] avanzarono fino al mattino. Questa si riempì di vermi e si deteriorò. Mosè si adirò contro di loro. 21 Essi [il popolo] ne raccolsero ogni mattina, ciascuno in rapporto a quanto ne avrebbe mangiato. [Quando] il sole diventava caldo, allora [quanto rimasto nel campo] si scioglieva.

22 Quando venne il sesto giorno raccolsero una doppia porzione di pane, due òmer per ciascuno. Tutti i capi della comunità vennero e [ne] parlarono con Mosè. 23 Egli disse loro: «Questo è quello che ha detto l’Eterno: “Domani è un [giorno di] riposo, sacro Shabbàt all’Eterno". Cuocete in forno quello che desiderate cuocere e cucinate ciò che volete cucinare; tutto ciò che avanza tenetevelo [da parte] per conservarlo fino all’indomani». 24 Essi ne avanzarono fino al mattino [seguente] come Mosè aveva ordinato, e questo non si deteriorò né vi si trovarono vermi. 25 Mosè disse: «Mangiatene oggi perché oggi è Shabbàt per l’Eterno. Oggi non ne troverete nel campo. 26 Lo raccoglierete per sei giorni, ma il settimo giorno è Shabbàt; in quel [giorno] non ne ve ne sarà». 27 Quando venne il settimo giorno alcune persone del popolo uscirono a raccoglierne, ma non [ne] trovarono. 28 L’Eterno disse a Mosè: «Fino a quando vi rifiuterete di osservare i Miei precetti e le Mie leggi? 29 Vedete, siccome l’Eterno vi ha dato lo Shabbàt, [è] per questo che il sesto giorno Egli vi dà pane per due giorni. Ognuno deve rimanere al suo posto. [24] Nel settimo giorno nessuno dovrà uscire dal luogo dove si trova [e quindi non è permesso viaggiare]». 30 [Pertanto] il popolo nel settimo giorno si riposò. 31 Gli appartenenti a Israele chiamarono quel [cibo] manna; era simile al bianco seme di coriandolo e il suo sapore era come [quello delle] cialde nel miele. 32 Mosè disse: «Questo è quanto l’Eterno ha comandato: “Riempitene una misura di òmer da conservare per le vostre generazioni, così che possano vedere il pane con il quale vi ho nutrito nel deserto, quando vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto"». 33 Mosè disse ad Aronne: «Prendi un vaso, mettici dentro una misura di òmer di manna e ponilo dinanzi all’[arca dell’]Eterno, da conservare per i vostri discendenti». 34 Come l’Eterno aveva comandato a Mosè, Aronne lo pose [il vaso] dinanzi alla Testimonianza, [come oggetto] da conservare. 35 I figli di Israele mangiarono la manna per quarant’anni, finché non giunsero a una terra abitata. Essi mangiarono la manna fino a quando arrivarono al confine della terra di Canàan. 36 L’òmer corrisponde a un decimo di efà.

La Torà cantata
Sefer Shemòt
vv. 16, 11 - 16, 36

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

Disse il Signore a Moshè: perché alzi la tua voce verso di me? (Shemòt 15, 1). Si domanda l’Admor Rabbì Yehudà Leib di Gur, conosciuto per il suo commentario Sefàt Emèt, perché mai Moshè ha gridato verso il Signore? Egli non sapeva forse che la salvezza sarebbe arrivata, visto che fin dall’inizio il Santo Benedetto Egli Sia, gli aveva precedentemente rivelato le sue intenzioni? Quando Moshè ha visto che la Tumà  - l’impurità d’Egitto e la sofferenza dei figli d’Israele erano così forti, egli non è riuscito a trattenersi neppure per un istante e ha quindi alzato la sua voce al Signore.

Venerdì 12 Shevat 5786 - 30 Gennaio 2026
Tallit e Tefillin: 6.48
Hanetz HaChama: 7.47
Termine lettura Shema: 9.29
Mincha Ghedola: 13.00
Accensione delle candele: 17.08
Fine Shabbat o Yom Tov: Sabato 31-1-2026 alle 18.11
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 66 - 68

PDF

AUDIO
Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 54, 4
Quando un cibo non rende esente un altro 

PDF
Le Mitzvot del giorno

POSITIVA 173 Nominare un re a capo del popolo

Potrai nominare su di te un re

(Devarìm 17, 15) [497].

NEGATIVA 362 Non si può designare re chi non è ebreo per nascita

Non potrai designare (come re) su di te, uno straniero, uno che non è tuo fratello

(Devarìm 17, 15) [498].

NEGATIVA 364 Un re non può prendere per sé molte mogli

E non dovrà avere per sé molte mogli

(Devarìm 17, 17) [501].

NEGATIVA 363 Un re non può avere un numero eccessivo di cavalli senza motivate ragioni

Ma non dovrà avere un numero eccessivo di cavalli

(Devarìm 17, 16) [499].

NEGATIVA 365 Un re non deve ammassare una quantità eccessiva di oro e argento per uso personale; può tenerne solo per le sue necessità

E per quanto riguarda argento e oro, egli non ne dovrà accumulare per sé in modo esagerato

(Devarìm 17, 17) [502].