15 Allora Sara negò dicendo: «Non ho riso» perché aveva paura. Egli rispose: «No, [non è così], perché hai riso». 16 Gli uomini poi si alzarono di là [per andare a] osservare [la situazione di] Sodoma. Abramo andò con loro per congedarli.
17 L’Eterno disse: «Devo Io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare [a Sodoma], 18 quando Abramo è destinato a diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? 19 Infatti Io l’ho preferito perché egli, agendo con generosità e giustizia, solleciti i suoi figli e la sua gente dopo di lui a seguire la strada dell’Eterno così che l’Eterno realizzi a favore di Abramo quello che gli aveva promesso». 20 L’Eterno disse: «Siccome il lamento contro Sodoma e Gomorra è grande e la loro colpa è veramente molto grave 21 Io scenderò [personalmente] a vedere; se realmente si sono comportati come il lamento che Mi è giunto, [su di loro verrà] la distruzione. In caso contrario, lo saprò». 22 Gli uomini partirono di là e andarono verso Sodoma mentre Abramo stava ancora davanti all’Eterno.
23 Abramo si avvicinò e disse: «Davvero distruggeresti il giusto insieme con il malvagio? 24 Supponi che ci siano cinquanta giusti in [totale, in] città; davvero vorresti distruggere, senza assolvere quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? 25 Sarebbe un sacrilegio attribuire a Te un atto del genere, [quello] di far morire il giusto con il malvagio trattando nello stesso modo il giusto e il malvagio. Sacrilegio per Te! Potrebbe davvero il Giudice di tutta la terra non agire secondo giustizia?». 26 L’Eterno disse: «Se dentro la città, a Sodoma troverò cinquanta giusti, assolverò tutto il paese per riguardo a loro». 27 Abramo rispose e disse: «Ecco che ho osato parlare al mio Signore, pur essendo io polvere e cenere, 28 ma supponi che ai cinquanta giusti ne manchino cinque; vorresti Tu distruggere tutta la città per [quei] cinque?». Ed Egli disse: «Se vi troverò quarantacinque [giusti] non [la] distruggerò!». 29 [Abramo] continuò a parlarGli e disse: «Forse se ne troveranno quaranta». Ed Egli disse: «Per riguardo ai quaranta non lo farò». 30 [Abramo] disse: «Non si adiri il mio Signore se parlerò [ancora]. Forse se ne troveranno trenta». Ed Egli disse: «Se là ne troverò trenta non lo farò». 31 [Abramo] disse: «Ecco che ho osato parlare al mio Dio; forse là se ne troveranno venti». Ed Egli disse: «Non distruggerò per riguardo ai venti». 32 E [Abramo] disse: «Non si adiri il mio Dio se parlerò ancora una volta. Forse là se ne troveranno dieci». Ed Egli disse: «Non distruggerò per riguardo ai dieci». 33 Quando ebbe finito di parlare con Abramo l’Eterno se ne andò e Abramo fece ritorno alla sua casa.
| Sefer Bereshìt |
| vv. 18, 15 - 18, 33 |
Voce di Moise Levy |
“Quando ebbe finito di parlare con Avraham l’Eterno se ne andò ed Avraham fece ritorno al suo posto – la sua casa” (Bereshìt 18, 33). Ci ha fatto notare a proposito di questo verso il grande Zaddìk Rabbì Levy Itzhak di Berdiciow: Avraham non ha inserito nella sua preghiera delle parole per la salvezza di Sodoma, questo perché gli era stato chiarito da Dio che in quel luogo non vi erano neanche 10 tzaddikim – giusti. Nonostante ciò la Torà ci dice che “Avraham fece ritorno al suo posto”, questo a sottolineare che egli tornò a ciò a cui era abituato in tutta la sua esistenza. E cioè che bisogna sempre guardare il prossimo parlando delle cose buone che egli compie, questo anche quando si tratta di un peccatore e un delinquente. Poiché le porte della Teshuvà – del ritorno, non sono state chiuse, come è scritto: (TB Shabbat 127b): “Colui che giudica il suo compagno positivamente viene giudicato positivamente”.
| Tallit e Tefillin: | 5.50 |
| Hanetz HaChama: | 6.54 |
| Termine lettura Shema: | 8.44 |
| Mincha Ghedola: | 12.33 |
| Tramonto: | 17.20 |
| Tre stelle: | 17.57 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 77 - 78 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 11, 21 |
| Norme per chi affitta una casa |
NEGATIVA 250 Non frodare nelle contrattazioni commerciali
Non vi recherete danno, l’uno con l’altro
(Vaikrà 25, 14) [337].