La Torà del giorno: Tazrìa & Metzorà (6)

33 L’Eterno parlò a Mosè e ad Aronne dicendo così: 34 «Quando voi entrerete nel paese di Canàan che Io vi do in proprietà, qualora Io ponga una macchia di tzaràat in una casa del paese che vi appartiene 35 [177] la persona a cui appartiene la casa dovrà andare dal sacerdote a riferire: “In casa mi è comparsa una specie di macchia". 36 Il sacerdote darà l’ordine e [coloro che vi abitano] dovranno sgomberare la casa prima che il sacerdote arrivi a esaminare la macchia, perché tutto ciò che si trova in casa non diventi impuro. Dopo di ciò il sacerdote entrerà per esaminare la casa; 37 egli osserverà la macchia ed ecco, se la macchia che si trova nei muri della casa [consiste in] impronte verdastre o rossastre il cui aspetto è incavato rispetto al muro, 38 il sacerdote uscirà dalla casa, fin sulla porta di casa, e metterà la casa in isolamento per sette giorni. 39 Il sacerdote tornerà il settimo giorno e la esaminerà ed ecco, [se rileverà che] la macchia si è estesa sui muri della casa,

40 allora il sacerdote darà l’ordine ed essi [i residenti] dovranno asportare le pietre sulle quali vi sia la macchia gettandole via in un luogo impuro, all’esterno della città; 41 [poi] farà raschiare la casa, all’interno, tutt’intorno [alla zona colpita] e getteranno via l’intonaco che hanno raschiato al di fuori della città, in un luogo impuro. 42 [Infine] prenderanno altre pietre che si metteranno al posto delle pietre [tolte], prendendo altra calce con la quale fare un [nuovo] intonaco. 43 Se la macchia si ripresenterà e si diffonderà in casa [anche] dopo aver rimosso le pietre, dopo che la casa sia stata raschiata e dopo averla [nuovamente] intonacata, 44 in questo caso il sacerdote dovrà tornare e controllare ed ecco, [potrà vedere che se] la macchia si è estesa nella casa, la macchia in casa è una tzaràat maligna, ed essa [la casa] è impura. 45 Si abbatterà la casa, le sue pietre e le sue travi mentre tutto l’intonaco della casa sarà portato all’esterno della città, in un luogo impuro. 46 Chiunque sarà entrato in quella casa nei giorni del suo isolamento [mentre era chiusa] sarà impuro fino a sera. 47 Chiunque si sarà coricato in quella casa, dovrà lavarsi gli abiti; chiunque avrà mangiato in quella casa, dovrà lavarsi gli abiti. 48 Se [al termine della seconda settimana] il sacerdote entrerà e vedrà che la macchia non si è estesa in casa dopo che la casa è stata intonacata, il sacerdote dichiarerà la casa pura, perché la macchia è stata bonificata. 49 Allora, per purificare la casa, prenderà due uccelli, un ramo di cedro, un filo [di lana] scarlatta e dell’issopo, 50 e scannerà uno degli uccelli in un recipiente di terracotta sopra dell’acqua corrente; 51 [poi] prenderà il ramo di cedro, dell’issopo, il filo [di lana] scarlatta e l’uccello vivo, li immergerà nel sangue dell’uccello scannato, nell’acqua corrente, e spruzzerà verso la casa per sette volte; 52 purificherà la casa con il sangue dell’uccello, con l’acqua corrente, con l’uccello vivo, con il ramo di cedro, con l’issopo e con il filo [di lana] scarlatta, 53 e lascerà andare [libero] l’uccello vivo fuori dalla città, in direzione della campagna; [così] chiederà espiazione per la casa ed essa sarà pura.

54 Questa è la legge per ogni tipo di macchia, per la tzaràat e per la nètek~tigna, 55 per la tzaràat dell’abito e per la casa, 56 per il seèt~gonfiore, per la sap¬pà¬khat~de¬co¬lorazione e per la bahèret~macchia lucida, 57 per insegnare in quale momento [viene dichiarato che la casa] è impura e in quale è pura: questa è la legge della tzaràat».

15 1 L’Eterno parlò a Mosè e ad Aronne dicendo così: 2 «Parlate ai figli d’Israele e dite loro: [178] “Ogni uomo che abbia una perdita [di secrezione] dal suo corpo [dagli organi genitali, a causa della] sua perdita, è impuro. 3 Questa sarà la [legge della] sua impurità riguardo alla sua perdita [di secrezione]: [sia che] la sua perdita fluisca dal suo corpo oppure che il suo corpo sia ostruito [dall’indurimento] della sua perdita, questa costituisce la sua impurità. 4 Ogni [tipo di] giaciglio che sia usato specificatamente per coricarsi sul quale si sdrai diventerà impuro e ogni oggetto su cui egli sieda diventerà impuro. 5 Chi tocca il suo giaciglio dovrà lavarsi gli abiti e si dovrà immergere nell’acqua, e rimarrà [comunque] impuro fino a sera. 6 Chi sieda su un oggetto sul quale è seduto chi ha un flusso [di secrezione, anche senza toccarlo direttamente] dovrà lavarsi gli abiti e immergersi in acqua, e sarà impuro fino a sera. 7 Chi tocca la carne di una persona che ha un flusso [di secrezione] dovrà lavarsi gli abiti e si dovrà immergere in acqua, e rimarrà impuro fino a sera. 8 Se colui che ha un flusso [di secrezione] sputa su una persona pura, [questa] dovrà lavarsi gli abiti e immergersi in acqua, rimanendo [comunque] impura fino a sera. 9 E ogni tipo di sella su cui salga chi ha un flusso [di secrezione] diventa impura. 10 Chiunque tocchi qualcosa che sia stata sotto colui [che ha un flusso di secrezione] sarà impuro fino a sera mentre chiunque trasporti quel tipo di cose si dovrà lavare gli abiti, immergersi in acqua e sarà impuro fino a sera. 11 Chiunque sia toccato da chi abbia un flusso [di secrezione] senza che quello si sia lavato le mani nell’acqua, si dovrà lavare gli abiti e immergersi in acqua, e sarà impuro fino a sera. 12 Un recipiente di terracotta toccato da chi ha una perdita [di secrezione] dovrà essere rotto, mentre ogni recipiente di legno dovrà essere sciacquato in acqua. 13 [179] Quando chi ha una perdita [di secrezione guarisce e] diventa ritualmente puro dal suo flusso, dovrà contare per sé sette giorni per la propria purificazione, dovrà lavarsi i propri abiti e si dovrà immergere in acqua sorgiva, e [dopo] sarà puro. 14 L’ottavo giorno prenderà per sé due tortore o due giovani piccioni, verrà dinanzi all’Eterno, all’ingresso della porta del convegno e li darà al sacerdote. 15 Il sacerdote farà [offerta di] essi: uno per il [sacrificio] khattàt e uno per l’olà, e il sacerdote chiederà espiazione per il suo flusso [di secrezione] dinanzi all’Eterno.

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 14, 33 - 15, 15

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

allora il Cohen ordinerà di prendere per la persona da purificare due uccelli vivi e puri. (Vaikrà 14, 4). Abbiamo imparato nel Talmud Yerushalmi (Berachot cap. I) Ha detto Rabbì Shimon Bar Yochai: “Se fossi stato sul monte Sinai nel momento in cui fu data la Torà ad Israele, avrei chiesto a Dio Misericordioso di creare l’uomo con due bocche. Una per poter costantemente parlare di Torà, ed un’altra per poter espletare tutte le necessità di cui abbiamo bisogno (come mangiare, parlare, respirare etc.). È tornato e ha detto: “il mondo non può resistere nonostante l’uomo abbia una sola bocca poiché a causa di questa fa maldicenza. Tanto più se ne avesse avute due”. In base a questo insegnamento dicono i Maestri: “Perché la Torà ha comandato il Metzorà – lebbroso, di portare due uccelli vivi?”. Uno per espiare la lashon ha – la maldicenza fatta durante lo studio della Torà e l’altro per espiare la lashon ha – la maldicenza fatta in un momento in cui espletiamo le nostre necessità quotidiane.

Venerdì 30 Nisan 5786 - 17 Aprile 2026
Tallit e Tefillin: 5.09
Hanetz HaChama: 6.34
Termine lettura Shema: 8.56
Mincha Ghedola: 13.56
Accensione delle candele: 19.53
Fine Shabbat o Yom Tov: Sabato 18-4-2026 alle 20.56
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmi 145 - 150

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 80, 9
Raccogliere il miele 

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Le Mitzvot del giorno

NEGATIVA 262 Non mancare ai doveri nei confronti della propria moglie

Egli non dovrà farle mancare il cibo che le spetta, i suoi vestiti e i suoi diritti coniugali

(Shemòt 21, 10) [46].