10 Se dovessi uscire a fare una guerra contro i tuoi nemici e l’Eterno, il tuo Signore, li metterà in mano tua e ne catturerai dei prigionieri, 11 [532] se tra i prigionieri avrai visto una donna bella di aspetto tale da desiderarla, potrai prendertela come moglie. 12 La porterai in casa tua e lei si raderà il capo e si lascerà crescere le unghie. 13 Lei poi si leverà gli abiti [che indossava quando] è stata presa prigioniera, rimarrà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese; dopo tu potrai unirti a lei e possederla, e lei sarà per te come una moglie. 14 E se non la desidererai più, la lascerai andare dove desidera, ma dal momento che l’hai sfruttata [533] non potrai venderla in cambio di denaro e [534] non potrai giovartene.
15 Se un uomo ha due mogli, una che ama e una per la quale prova avversione, e queste gli hanno generato dei figli – sia quella che ama che quella che disprezza, e il primogenito appartenga a quella che disprezza – 16 allora, quando dovrà trasmettere in eredità ai propri figli ciò che possiede, non potrà attribuire il diritto di primogenitura al figlio della [moglie] che ama a fronte del figlio di quella che detesta, [che è il vero] primogenito. 17 Egli dovrà invece riconoscere come primogenito il figlio della donna che detesta dandogli una porzione doppia di tutto quello che si troverà ad avere, perché lui è il primo frutto del suo vigore e a lui spetta la normativa del primogenito. 18 Quando un uomo abbia un figlio traviato e ribelle, che non dà ascolto a ciò che dice suo padre e a ciò che dice sua madre e, pur castigandolo, non dà loro ascolto, 19 suo padre e sua madre lo prenderanno, lo porteranno dagli anziani della sua città e alla porta di quel luogo, 20 e diranno agli anziani della sua città: “Questo nostro figlio è traviato e ribelle; non dà ascolto alla nostre parole; è un ingordo e un ubriacone". 21 Allora tutti gli uomini di quella città lo lapideranno e morirà: così estirperai il male di mezzo a te e tutto Israele verrà a saperlo, e ne avranno timore.
| Sefer Devarìm |
| vv. 21, 10 - 21, 21 |
Voce di Moise Levy |
“Quando uscirai a far guerra sul tuo nemico….”(Devarìm 21, 10). I Maestri ci insegnano che la guerra di cui si parla in questo verso non è solo una guerra verso un nemico fisico, ma è la guerra che ogni uomo combatte durante la sua vita contro il proprio istinto del male, lo Yètzèr ha - rà. Fintanto che l’anima è nei mondi superiori, essa non combatte nessuna battaglia. Ma nel momento che questa discende ed arriva in questo mondo inizia una vera guerra che dura tutta la vita. I Maestri ci fanno notare che la Torà, utilizza le parole “sul tuo nemico”, ciò a sottolineare il fatto che la neshamà - l’anima proviene da Dio e non vi è nulla in questo mondo che la possa sovrastare.
| Tallit e Tefillin: | 4.55 |
| Hanetz HaChama: | 6.24 |
| Termine lettura Shema: | 8.51 |
| Mincha Ghedola: | 14.02 |
| Tramonto: | 20.30 |
| Tre stelle: | 21.09 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 18 - 22 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 207, 6 |
| Hallèl nella casa di una persona in lutto |
INTRODUZIONE ALLE MITZVÒT 96-113
POSITIVA 107 Impurità rituale derivante dal contatto diretto o indiretto con un morto
Quando un uomo muoia in una tenda, chiunque entri nella tenda… sarà impuro
(Bemidbàr 19, 14) [398].