La Torà del giorno: Vaikrà (1)

1 1 L’Eterno si rivolse a Mosè e gli parlò entro [i limiti della] tenda del convegno dicendo così: 2 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: “[Se] un uomo tra voi presenta all’Eterno [da un bene di sua proprietà] un’offerta dal bestiame, presenterete la vostra offerta dai bovini o dagli ovini. 3 [115] Se la sua offerta è un olà [preso] dai bovini, offrirà un maschio senza imperfezioni e lo dovrà offrire alla porta della tenda del convegno, dinanzi all’Eterno, così da ottenere il suo favore. 4 Egli poserà la sua mano sulla testa dell’olà e [questo] sarà accettato in suo favore come espiazione per lui; 5 [poi] scannerà il vitello [nel cortile] dinanzi all’Eterno, mentre i figli di Aronne, [quelli adatti a essere] i sacerdoti, presenteranno il sangue e spargeranno il sangue attorno all’altare che si trova alla porta delle tenda del convegno. 6 Quindi scuoierà l’olà e lo taglierà nelle sue parti. 7 I figli del [sommo] sacerdote Aronne accenderanno un fuoco sull’altare e disporranno in modo ordinato la legna sul fuoco. 8 I figli di Aronne [nel loro ruolo di comuni] sacerdoti, disporranno in ordine le parti [dell’animale con] la testa e il grasso sui ceppi [di legna] che sono sul fuoco che si trova sull’altare. 9 Poi [l’offerente] laverà con acqua le sue interiora e le sue zampe, e il sacerdote brucerà il tutto sull’altare, come olà, [un’offerta] arsa col fuoco, profumo gradito all’Eterno.

10 E se la sua offerta sarà [presa] dal gregge, presenterà come olà un maschio senza imperfezioni dagli agnelli o dai capretti. 11 Egli lo scannerà dal lato dell’altare [che è rivolto] verso nord, dinanzi all’Eterno, e i figli di Aronne, i sacerdoti, spargeranno il suo sangue sull’altare, all’intorno. 12 [L’offerente] lo taglierà nelle sue parti, mentre il sacerdote disporrà la sua testa e il suo grasso in ordine sulla legna che è sul fuoco, sull’altare. 13 Egli laverà con acqua le interiora e le zampe, e il sacerdote presenterà il tutto e lo brucerà sull’altare: è un olà, [un’offerta] col fuoco, profumo gradito all’Eterno.

La Torà cantata
Sefer Vaikrà
vv. 1, 1 - 1, 13

Voce di Moise Levy
Commento del giorno sulla Torà

LEterno chiamò Mosè (Vaikrà 1, 1). La parola “vaikrà” con cui comincia la Parashà è scritta con una alef più piccola rispetto alle altre lettere. Secondo Rabbènu Yakòv ben Ashèr, conosciuto come Bal Haturim, Moshè desiderava che la parola vaikrà fosse scritta nello stesso modo con cui il Signore si espresse nei riguardi di Bilàm, cioè senza la alef finale (vaiker) (Bemidbàr 23, 4). Questa espressione indica una rivelazione casuale. Moshè pensa che anche questa rivelazione in questa Parashà sia casuale, egli infatti non ritiene di essere degno di un’attenzione particolare da parte di Dio. Il Signore invece fa aggiungere la alef alla parola, per indicare che non si tratta affatto di una rivelazione casuale e che il rapporto con Moshè è ben diverso da quello con Bilàm. La alef è però scritta più piccola per ricordare l’umiltà di Moshè.

Domenica 26 Adar II 5786 - 15 Marzo 2026
Tallit e Tefillin: 5.23
Hanetz HaChama: 6.36
Termine lettura Shema: 8.40
Mincha Ghedola: 13.01
Tramonto: 18.28
Tre stelle: 19.03
Tehillim del giorno
Scansione mensile:
salmo 119, 97 - 119, 176

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Kitzur Shulchan Aruch del giorno
Scansione annuale: cap. 110, 6
Ripulire gli utensili e le mani dai residui di impasto 

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Le Mitzvot del giorno

NEGATIVA 322 Non comminare pene capitali durante lo Shabbàt

Non accenderete alcun fuoco in nessuno dei vostri insediamenti nel giorno di Shabbàt

(Shemòt 35, 3) [114].