* 11 L’Eterno, il Signore dei vostri padri, vi accresca di mille volte [rispetto a] quanti siete e vi benedica come ha detto a vostro riguardo.
12 Come potrei sostenere io da solo la vostra insistenza, il vostro scherno e la vostra litigiosità? 13 Provvedetevi di uomini saggi, intelligenti e stimati tra le vostre tribù e io li designerò vostre guide". 14 Voi mi avete risposto e avete detto: “È bene che facciamo quello che ci hai detto". 15 Io convinsi [all’incarico] i capi delle vostre tribù, uomini saggi e stimati, e li misi a capo su di voi, come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, capi di decine e come funzionari sulle vostre tribù. 16 In quel tempo ordinai ai vostri giudici così dicendo: “[Nelle liti] tra i vostri fratelli prestate ascolto e giudicate [con] giustizia tra un uomo e suo fratello e con il suo rivale. 17 [414] Durante il [dibattito] giudiziario non abbiate riguardi personali in quanto dovete dare ascolto al piccolo come al grande. [415] Non abbiate timore di alcun uomo perché il giudizio appartiene al Signore; il caso che per voi risulti essere troppo difficile lo presenterete a me e io lo ascolterò". 18 Così, in quel tempo io vi ordinai tutte le cose che dovevate fare [nei casi civili e in quelli penali]. 19 Partimmo quindi da Khorèv e percorremmo tutto quel grande e terribile deserto che avete potuto vedere, passando attraverso il monte degli emorèi, così come ci aveva ordinato l’Eterno, il nostro Signore, e arrivammo fino a Kadèsh Barnèa. 20 Allora io vi dissi: “Siete arrivati sino alla [regione] montuosa degli emorèi, che l’Eterno, il nostro Signore ci sta per dare. 21 Vedi, l’Eterno tuo Signore ti ha posto davanti [questo] paese. Sali e prendine possesso, come l’Eterno, il Signore dei tuoi padri ti ha detto; non aver timore e non scoraggiarti!".
| Sefer Devarìm |
| vv. 1, 12 - 1, 21 |
Voce di Moise Levy |
“Queste sono le parole che Moshè disse a tutto Israele ...” (Devarìm 1, 1). Ci insegna il Meghallè ‘Amukòt che la parola con cui inizia la Parashà E’llè - queste, è l’acrostico di ‘avak lashòn harà - polvere di maldicenza. E’ con questo insegnamento che Moshè Rabbenù inizia il suo discorso al popolo d’Israele, ammonendolo affinché stessero attenti. In base a quanto ci hanno insegnato i Maestri nel Talmùd (Bavà Batrà 145b) molti peccano a causa del ghèzel - furto o truffa, pochi peccano per le ‘arayòt - atti incestuosi e sessuali, e tutti peccano per la polvere di maldicenza. La distruzione del Bèt ha - Mikdàsh è avvenuta a causa della sinàt achìm - dall’odio tra fratelli, che è una delle fonti di maldicenza.
| Tallit e Tefillin: | 4.08 |
| Hanetz HaChama: | 5.46 |
| Termine lettura Shema: | 8.27 |
| Mincha Ghedola: | 14.07 |
| Tramonto: | 21.11 |
| Tre stelle: | 21.56 |
| Scansione mensile: | |
| salmi 135 - 139 | |
AUDIO | |
| Scansione annuale: cap. 185, 5 |
| Quando un dipendente abbia causato dei danni |
INTRODUZIONE ALLE MITZVÒT 88-89
POSITIVA 89 I kohanìm devono mangiare alcune parti di un’offerta
Ed essi mangeranno quelli (i sacrifici) tramite i quali sono state compiute le espiazioni
(Shemòt 29, 33) [102].
NEGATIVA 145 Non mangiare fuori del Santuario la carne di un chattàt ~ offerta in espiazione per un peccato o di un ashàm ~ per una colpa
Non potrai mangiare entro le porte della tua città… (i primogeniti del) tuo armento e del tuo gregge
(Devarìm 12, 17) [446].
NEGATIVA 148 I kohanìm non possono mangiare primizie prima che siano state deposte nella spianata del Santuario
Non potrai mangiare entro le porte della tua città… i tuoi contributi
(Devarìm 12, 17) [449].