Page 70 - PRESENTAZIONE SUL SITO RASHI NELLA QR con audio
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Rashi nella traduzione    1270
                                                   Glossario               della Torà e delle Haftaròt

              Bàal             Culto idolatra, associato spesso a Peòr (Bemidbàr 23, 28). Secondo la
                               tradizione talmudica il culto di questo idolo comportava delle pratiche sca-
                               tologiche.

              béka             Unità di misura di peso. È equivalente a mezzo shékel. In termini odierni
                               corrisponde a 5,9 oppure 7,08 grammi, a seconda degli autori.
              berà             Termine utilizzato in Bereshìt 35,16 e 48,7, indica un breve tratto di strada;
                               secondo Rashi corrisponde al limite di percorrenza fuori città consentito di
                               Shabbàt, vale a dire 2000 ammòt, una distanza tra 960 e 1152 metri.
              efà              Misura di volume o capacità, equivalente a 24,88 litri secondo Shiurè Torà
                               o a 43,2 litri secondo Chazòn Ish.
              efòd             Il termine indica uno degli indumenti che Aròn, il sacerdote fratello di Mosè,
                               doveva portare sopra la tunica. Era simile a un grembiule che si indossava
                               dall’indietro, allacciato davanti, che copriva i fianchi e parte dello stomaco,
                               lungo fin quasi a terra. Le bretelle che risalivano all’indietro per passare
                               sulle spalle e le due fasce anteriori che servivano a fissarlo al corpo all’al-
                               tezza della vita erano intessute in un pezzo unico assieme al grembiule.
                               Sulla parte superiore delle bretelle vi erano due castoni con montate due
                               pietre, dette avnè shòam~pietre di onice, e su di esse erano scolpiti i nomi
                               delle dodici tribù. Le bretelle terminavano anteriormente con anelli ai quali
                               si agganciava il pettorale su cui erano applicate le dodici pietre descritte in
                               Shemòt 28, 15-30.
              etròg            Il termine ebraico è perì ètz hadàr~frutto di un albero pregiato. Esso viene
                               identificato con un agrume e, in particolare, con la specie del cedro. L’etròg
                               costituisce una delle quattro specie necessarie per la benedizione sul lulàv
                               durante la festa di Succòt.
              Ghehinòm         Il termine potrebbe essere tradotto con “inferi” oppure “luogo di pena per i
                               peccatori dopo la morte.
              gherà            Termine ebraico corrispondente al termine aramaico maà. Ne troviamo un
                               esempio in I Samuele 2, 36. Lo shékel viene definito dall’equivalenza con
                               venti gherà. Lo shékel corrisponde a quattro zuz e questo, a sua volta, corri-
                               sponde a cinque maà; quindi lo shékel aveva il peso di 20 maà o 20 gherà.
              hadàs            Pianta di mirto. È uno degli elementi che compongono il lulàv. Le foglie devo-
              (pl. hadasìm)    no essere molto regolari, “a triplette” e i rami non devono essere inferiori a 20
                               centimetri di lunghezza. Nel lulàv ne occorrono tre.

              hin              È una misura per liquidi che equivale a 12 lòg. Nelle misure odierne, a
                               seconda delle opinioni, corrisponde a 4,16 oppure 7,2 litri.
              ideonì           Oracolo. Il termine indica un rito divinatorio proibito dalla Torà. Quello eser-
                               citato dagli ideonìm sarebbe consistito nel porre un osso in bocca, dal qua-
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