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Rashi nella traduzione
Glossario della Torà e delle Haftaròt 1170
75.000 ammòt quadrate. È per tale misura che viene data una valutazione
di 50 shekalìm, valore attribuito a un adulto maschio.
lulàv Il termine letteralmente significa palma, e in particolare un ramo di palma
non ancora aperto, ma viene usato in senso generico per indicare il fascio
nel suo insieme, che è composto da un ramo di palma, due di salice e tre
di mirto. A esso viene associato anche un quarto elemento, l’etròg, il cedro.
Il lulàv viene usato durante la festa di Succòt per assolvere al comanda-
mento della Torà (Vaikrà 23, 40).
kilàyim Il termine significa miscuglio di due specie diverse e indica tutti i tipi di me-
scolanze vietate a proposito di animali, di sementi di genere differente in
una vigna e di tessuti nei vestiti.
mamzèr È il figlio nato da relazione adulterina o incestuosa nei casi in cui i responsa-
bili siano soggetti alla pena del karèt. Il mamzèr conserva il diritto di eredità
da parte del padre naturale. Un mamzèr può sposare solo una mamzéret
oppure un convertito all’ebraismo; naturalmente valgono le stesse norme
per il sesso opposto. I figli di costoro sono anch’essi dei mamzerìm.
matzà pl. matzòt Pane non lievitato, prodotto con un impasto al quale non sia stato permes-
so di fermentare o crescere. Vi è l’obbligo biblico di mangiare matzà nella
notte del 15 Nissàn.
menorà candelabro. Nome di uno degli arredi sacri del santuario. Era fatto comple-
tamente di oro puro ottenuto con un’unica fusione, senza parti aggiunte, ed
era collocato nella zona meridionale del santuario. La menorà aveva sette
bracci ed era alta poco meno di due metri (18 tefachìm~palmi). Di fronte a
essa c’era una piccola piattaforma con tre gradini che servivano al sacerdo-
te per avvicinarsi per eseguire la pulizia e l’accensione quotidiana. La Torà
stessa ci indica che la menorà pesava in tutto circa 70 chilogrammi.
mikvé Il termine indica la vasca di acqua usata per la purificazione rituale. Se-
condo la legislazione della Torà una persona o un oggetto ritualmente
impuri possono essere purificati solo tramite immersione in acqua cor-
rente naturale (sorgente) o in un mikvé. Questo, per esser valido, deve
contenere almeno 40 seàh di acqua piovana (non attinta). Molti luoghi
naturali possono assolvere ugualmente allo scopo tra i quali: i fiumi nei
quali l’acqua sorgiva è la parte principale della portata, i bacini naturali
ove si raccolgono le acque piovane o di sorgente, e il mare.
mìl È una unità di misura di lunghezza che troviamo spesso nei testi ebraici.
L’equivalenza di questa unità di misura è tratta dalla definizione del ter-
mine “distante” che si trova in Giosuè 3, 4. Equivale a 2000 ammòt. Una
ammà è lunga 48 o 57,6 centimetri a seconda degli autori e un mìl corri-
sponde quindi a una distanza tra 960 e 1152 metri.

